BMW ha deciso di complicarsi la vita, e lo fa con metodo. La prossima generazione di M3 non sarà una sola vettura, ma due, una a combustione interna, che conserverà il nome M3, e una elettrica il cui nome è ancora in discussione, con le ipotesi sul tavolo tra iM3 o i3 M. Non è un dettaglio da poco, perché le due auto non condivideranno nemmeno i pannelli della carrozzeria.
Il motivo è architetturale, e non lascia spazio a compromessi. La M3 termica evolverà sulla piattaforma CLAR aggiornata, mentre la versione elettrica adotterà la Neue Klasse, la stessa base della nuova i3 Sedan e della iX3. Due filosofie costruttive distinte sotto una silhouette simile. Una scelta costosa, ma coerente con la strategia BMW di non sacrificare le specificità dinamiche di nessuno dei due powertrain.
Lo stesso trattamento toccherà alla M4. La coupé a due porte non scompare, BMW lo ha chiarito, e seguirà lo schema della M3. Motorizzazione termica da una parte, elettrica dall’altra, con differenziazione strutturale analoga. Le date di debutto ufficiali non ci sono ancora, ma le indiscrezioni convergono sul 2028 per le versioni a due porte, M4 e iM4 o i4 M incluse.

Nel frattempo, il mondo dei rendering ha già cominciato a immaginare come sarà. L’artista digitale Nikita Aksyonov ha pubblicato su Behance le sue illustrazioni della iM4 / i4 M Cabriolet, ottenute virtualmente decapitando la coupé elettrica che aveva già presentato in precedenza.
Aksyonov la chiama iM3 Cabriolet, non iM4, un dettaglio che la dice lunga sulla confusione nomenclaturale che BMW stessa ha generato attorno a questa famiglia di modelli.

Sul piano estetico, i render non convincono. La Neue Klasse porta con sé un linguaggio formale pulito che sulle M fatica a trasmettere quell’aggressività implicita che ci si aspetta. L’iM4 Cabriolet di Aksyonov appare corretta nelle proporzioni ma fredda nell’anima. Anche la futura M3 elettrica, a giudicare dalle direzioni stilistiche intraviste finora, soffre dello stesso difetto. Troppo composta per una M.
