Per molti automobilisti, l’auto elettrica resta ancora legata all’idea di soste frequenti per la ricarica, spesso ogni 400 o 500 chilometri. È proprio su questo limite che da anni si concentrano le promesse delle batterie allo stato solido. Sulla carta, questa tecnologia dovrebbe cambiare radicalmente lo scenario attuale. E, ovviamente, l’innovazione arriva ancora una volta dalla Cina.
Alcuni produttori parlano di autonomie fino a 1.300 chilometri con una sola carica. Tra questi c’è Tailan New Energy, una startup con sede a Pechino sostenuta dal costruttore Changan Automobile. L’azienda ha appena chiuso un nuovo round di finanziamenti da 400 milioni di yuan, circa 49 milioni di euro, destinati ad accelerare la fase di industrializzazione delle sue celle allo stato solido. Con oltre 800 brevetti depositati e prototipi già testati su strada, Tailan sostiene di essere entrata in una fase più avanzata rispetto a molti concorrenti. Ma, come spesso accade, resta da capire quanto di tutto questo sia realmente pronto per il mercato.

Il fulcro della tecnologia Tailan è la piattaforma proprietaria denominata Safe+, basata su un elettrolita completamente solido abbinato a elettrodi ad alta capacità realizzati con materiali avanzati. Secondo l’azienda, questa soluzione consente di raggiungere una densità energetica di ben 720 Wh/kg, un valore nettamente superiore a quello delle attuali batterie agli ioni di litio, che in genere si fermano tra 250 e 300 Wh/kg. Numeri di questo tipo permetterebbero, almeno teoricamente, di arrivare fino a 1.300 chilometri di autonomia con una singola ricarica.
L’azienda ha affermato di aver già consegnato batterie pilota a diversi partner, che le stanno testando su auto elettriche, motocicli e sistemi di accumulo. I primi risultati vengono descritti come positivi. Anche Changan ha confermato il proprio impegno su questa tecnologia, mostrando in precedenza una batteria allo stato solido priva di separatore e annunciando un obiettivo di oltre 1.500 chilometri di autonomia, con validazione prevista nel 2026 e un avvio graduale della produzione di massa dal 2027.
Anche Chery Automobile ha presentato un modulo completamente allo stato solido con densità energetica di circa 600 Wh/kg, parlando di 1.500 chilometri di autonomia nel ciclo cinese CLTC, equivalenti a circa 1.300 chilometri “reali”. Anche qui il calendario punta al 2026 per la produzione pilota e al 2027 per l’aumento dei volumi. Nel frattempo, Gotion ha già avviato una linea pilota per le sue batterie allo stato solido GEMSTONE, mentre una soluzione “quasi solida” da 300 Wh/kg promette oltre 1.000 chilometri di autonomia.

Insomma, la tecnologia c’è, ma il vero ostacolo resta la produzione su larga scala. Le batterie allo stato solido richiedono processi industriali completamente diversi rispetto alle attuali celle agli ioni di litio, e non è detto che le fabbriche esistenti possano essere riconvertite facilmente.
C’è poi il tema dei costi. Le stime parlano di prezzi delle materie prime compresi tra 1,5 e 2,5 yuan per Wh. Un pacco batteria da 300 kWh, sufficiente per autonomie estremamente elevate, potrebbe arrivare a costare tra 450.000 e 750.000 yuan solo in materiali, ovvero fino a 95.000 euro. Numeri che, almeno all’inizio, confinerebbero queste soluzioni ai veicoli di fascia alta. Il resto del mercato osserva, in attesa di capire quando e se queste promesse diventeranno davvero accessibili anche in Europa.
