Auto elettriche e autonomia reale, il ciclo WLTP non convince più: cresce il dibattito in Europa

Una sentenza in Francia riapre il caso WLTP: l’autonomia dichiarata delle auto elettriche può essere molto diversa da quella reale.
auto elettriche europa

Una sentenza emessa in Francia ha condannato un concessionario a restituire il prezzo di una Peugeot e-Partner perché l’autonomia reale del veicolo è stata ritenuta troppo distante da quella dichiarata al momento della vendita, con uno scarto analizzato del 23%. Il caso ha riportato al centro del dibattito la distanza tra i valori di autonomia certificati dal ciclo WLTP e quelli effettivamente ottenibili nella guida di tutti i giorni, una questione che continua a condizionare la percezione dell’auto elettrica da parte di molti automobilisti. Nelle ultime settimane anche un tribunale in Germania aveva toccato l’argomento.

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Auto elettriche, tra autonomia ufficiale e reale aumenta la richiesta di trasparenza

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Il ciclo WLTP, introdotto in Europa nel 2017 in sostituzione del vecchio NEDC, è stato progettato per offrire dati di omologazione più severi e confrontabili tra modelli diversi. La procedura prevede un test in laboratorio su rulli della durata di circa 30 minuti, con un percorso simulato di 23,5 chilometri, una velocità media intorno ai 47 km/h, punte fino a 131 km/h e temperature comprese tra 14 e 23 gradi. Le condizioni controllate garantiscono uniformità nel confronto tra vetture, ma non riproducono fedelmente scenari frequenti come la guida autostradale prolungata, le temperature estreme o l’utilizzo intenso della climatizzazione. Diversi test indipendenti hanno registrato scarti compresi tra il 9% e il 30% rispetto al dato ufficiale, a seconda del modello e delle condizioni di utilizzo.

Il valore WLTP nasce come dato di laboratorio, utile per mettere a confronto modelli diversi nelle stesse condizioni, ma molti acquirenti lo leggono come una promessa di autonomia reale. Quando nessuno spiega questa differenza, chi compra un’elettrica si ritrova con meno chilometri del previsto e finisce per perdere fiducia nella tecnologia stessa.

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ricarica auto elettriche

Alcuni Paesi hanno già iniziato a intervenire sulla questione della trasparenza. In Italia, nel 2025, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha aperto procedimenti nei confronti di diversi costruttori per valutare la chiarezza delle informazioni fornite sull’autonomia, ottenendo impegni a comunicare meglio l’impatto delle condizioni reali di guida, delle temperature e dell’utilizzo quotidiano sulle prestazioni effettive della batteria.

Tra le soluzioni discusse figurano l’introduzione di simulatori ufficiali capaci di stimare l’autonomia in base a temperatura, percorso e velocità media prevista, oltre alla possibilità di riformare il ciclo stesso con test specifici in autostrada, prove a velocità sostenuta e cicli svolti in condizioni climatiche più estreme.

Un’altra ipotesi prevede la pubblicazione di più valori per ogni modello, distinguendo tra autonomia urbana, mista e autostradale, un approccio che renderebbe le informazioni più leggibili e aiuterebbe gli automobilisti a scegliere il veicolo elettrico più adatto alle proprie abitudini di guida.

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