Skoda ha avviato la produzione in serie della Peaq, il suo SUV elettrico a sette posti, nello stesso stabilimento che già assembla Elroq, Enyaq e Octavia a combustione. Quattro modelli su una linea sola, tre elettrici e uno termico, fianco a fianco.
La Peaq è il veicolo più grande che Skoda abbia mai prodotto da quando è entrata nell’orbita Volkswagen. Per integrarla nella linea esistente sono stati installati nuovi basamenti più grandi per l’ergonomia degli operatori, aggiunto un manipolatore dedicato al montaggio della terza fila di sedili, e aggiornati stampaggio, carrozzeria e verniciatura.
Sul fronte della batteria, la Peaq porta con sé un primato interno: 91 kWh lordi, la capacità più alta mai montata su un veicolo del marchio, con autonomia dichiarata superiore ai 640 chilometri. La piattaforma è la MEB del Gruppo Volkswagen, condivisa con Enyaq ed Elroq, e anche i sistemi batteria vengono assemblati direttamente a Mladá Boleslav, in un nuovo impianto dedicato.
La risposta del mercato, almeno nella fase iniziale, sembra dare ragione alla scommessa. Dal lancio commerciale di giugno a fine luglio, la Peaq ha già raccolto quasi 8.500 ordini. Un numero che, per un veicolo premium a sette posti in un segmento ancora relativamente ristretto, non è da sottovalutare.
Nel frattempo, lo stabilimento di Kvasiny ha assorbito la produzione della Octavia wagon, affiancata alla Octavia liftback già presente, liberando capacità a Mladá Boleslav per gestire la crescente domanda elettrica. Nella prima metà del 2026, quasi il 23% dei veicoli prodotti negli impianti cechi di Skoda era completamente elettrico. Una quota che cresce, e che la Peaq è chiamata ad accelerare ulteriormente insieme alla Epiq, assemblata a Pamplona e anch’essa arrivata quest’anno.
Due nuovi elettrici in un solo anno raddoppiano la gamma elettrica pura del marchio. Skoda sceglie la via della densità produttiva: stessa linea, più modelli, meno sprechi. Funziona finché la domanda regge.


