Non è un esperimento di laboratorio, non è una Tesla preparata ad hoc per una campagna marketing. È una Model 3 usata ogni giorno per circa 7 anni, ricaricata spesso al 100%, frequentemente attaccata alle colonnine rapide, impiegata nei trasferimenti sistematici tra Paesi Bassi e Germania a un ritmo di 110.000-130.000 chilometri l’anno. Il proprietario, come riportato su AutoWeek, non ha seguito nessun protocollo di conservazione esemplare.
Il primo dato che smonta un luogo comune è che la batteria originale legge ancora il 71% della capacità secondo la strumentazione dell’officina, il 68% secondo il BMS interno. Quando fu acquistata, la vettura percorreva tra i 400 e i 450 chilometri per carica. Oggi ne percorre 300-350. Un degrado reale, misurabile, ma non catastrofico.
Il meccanico che l’ha ispezionata ha trovato un’auto con le sospensioni provate, bracci oscillanti da sostituire, gomme deteriorate, telaio che porta i segni di mezzo milione e passa di chilometri, e con un problema più serio: i tre supporti del motore posteriore completamente lacerati. Sono loro i responsabili dello scossone in accelerazione, del rumore sordo che sale dall’asse posteriore.
Poi c’è il capitolo freni. Il proprietario della Model 3 sostiene siano quelli di serie. Il meccanico non può confermarlo con certezza, ma i dischi e le pastiglie hanno ancora spessore sufficiente. Il problema è la ruggine, abbondante specialmente sul posteriore. La frenata rigenerativa ha risparmiato i freni convenzionali per quasi sette anni, e l’effetto collaterale è che hanno arrugginito nell’inattività. Un promemoria che anche le auto elettriche vogliono manutenzione, solo diversa.
Il verdetto dell’officina è netto: alcune riparazioni iniziano a non avere senso economico rispetto al valore residuo del mezzo. La batteria ha perso circa il 30% della capacità e la sua durata futura è difficile da prevedere. Una sostituzione, a questi chilometri, sarebbe difficile da giustificare finanziariamente.
Il proprietario ha già deciso che continuerà a guidarla finché regge. Alla fine della storia, un’auto molto utilizzata, costata anche molto (nel 2018 le Model 3 si vendevano a quasi 60.000 euro) vede già il proprio tramonto a meno di 10 anni di storia. Tesla vuole che i propri clienti arrivino a cambiare auto come cambiano il proprio telefono?


