Il Tesla Semi arriverà sul mercato europeo nel corso del 2027, come annunciato da Elon Musk durante la presentazione dei risultati commerciali del secondo trimestre 2026. Il camion elettrico raggiungerà il Vecchio Continente circa dieci anni dopo i primi prototipi mostrati alla fine del 2017 insieme alla seconda generazione della Roadster, un intervallo che restituisce bene la complessità industriale del progetto.
Tesla Semi in Europa dal 2027
La produzione in serie è partita ad aprile 2026 nello stabilimento di Reno, in Nevada, dove la capacità annua viene stimata in 50.000 unità. L’azienda punta a ridurre i costi operativi rispetto a un camion diesel di pari categoria, sebbene non abbia ancora comunicato listini, configurazioni o condizioni commerciali destinate ai clienti europei, che dovranno quindi attendere ulteriori dettagli.
Sul mercato statunitense la gamma comprende una Standard Range da 523 chilometri e una Long Range capace di percorrerne 805, entrambe mosse da tre motori elettrici che sviluppano complessivamente 800 kW, pari a 1.088 CV. Le due varianti recuperano il 60 per cento della carica in trenta minuti, mentre la versione con maggiore autonomia supporta una potenza massima di ricarica di 1,2 MW, valore che presuppone infrastrutture ancora rare nel continente.
I prezzi americani hanno superato sensibilmente le indicazioni fornite al debutto, quando Musk aveva parlato di 150.000-180.000 dollari (130.200-156.250 euro) a seconda della configurazione, poiché Tesla richiede oggi 250.000 dollari (217.000 euro) per la Standard Range e 290.000 (251.700 euro) per la Long Range. L’aumento viene attribuito a costi di sviluppo e produzione superiori alle previsioni, oltre all’effetto dell’inflazione maturata nel frattempo.
Anche il prodotto è cambiato rispetto al prototipo di nove anni fa, come ha spiegato Dan Priestley, responsabile del programma Semi, secondo cui il lavoro sul peso ha portato a un alleggerimento di 1.000 libbre, circa 454 chilogrammi, così da garantire alla Long Range una capacità di carico paragonabile a quella di un mezzo diesel, mentre gli interventi aerodinamici hanno migliorato l’efficienza del 7 per cento.
La Standard Range adotta un passo più corto e rinuncia a uno dei tre pacchi batteria, ottenendo un raggio di sterzata che Tesla paragona a quello di Model 3 e Model Y, soluzione pensata per agevolare le manovre negli spazi stretti, mentre la Long Range privilegia percorrenza e portata sulle tratte lunghe. I due assi posteriori impiegano rapporti differenti, con l’asse anteriore del gruppo che interviene nelle accelerazioni più intense e in pendenza per poi disaccoppiarsi alla velocità di crociera, mentre la batteria strutturale viene progettata per durare un milione di miglia, ovvero circa 1,6 milioni di chilometri.
Restano da chiarire i listini locali, la disponibilità di entrambe le versioni e la rete di ricarica necessaria a sfruttare potenze nell’ordine del megawatt.


