in

Fusione FCA-PSA: due piattaforme garantiranno i due terzi delle vendite del futuro gruppo

Ecco le prime informazioni sulle strategie dell’azienda che nascerà dalla fusione tra FCA e PSA

Fusione FCA PSA

L’atteso annuncio dell’accordo sulla fusione tra FCA e PSA è stato accompagnato anche dal rilascio delle prime informazioni ufficiali sulle caratteristiche nuovo gruppo e sul futuro dei vari brand che lo compongono. La nuova società potrà contare su quasi 9 milioni di unità vendute all’anno e su sinergie annuali stimate in 3.7 miliardi di Euro. 

Tra le poche informazioni rivelate sul futuro dell’azienda c’è da sottolineare anche un interessante dettaglio in merito alle piattaforme che verranno utilizzate. Il nuovo gruppo “FCA-PSA” prevede di utilizzare due piattaforme per coprire i 2/3 dei volumi di vendita complessivi una volta che l’attività aziendale sarà entrata a regime.

Le due piattaforme, una small ed una compact/mid-size, dovrebbero garantire all’incirca 3 milioni di unità vendute all’anno ciascuna. Su queste due piattaforme, che dovrebbero arrivare in dote direttamente dal gruppo PSA come evoluzioni delle attuali CMP (utilizzata di recente per le nuove city car Peugeot 208 e Opel Corsa)  e EMP2 (utilizzata per i modelli di segmento C e D del gruppo francese), verranno sviluppati tantissimi nuovi modelli che, chiaramente, potranno contare sull’elettrificazione come elemento cardine.

I modelli di fascia alta e di dimensioni più grandi del gruppo FCA continueranno ad utilizzare le loro attuali piattaforme e l’azienda provvederà a sviluppare, nel corso degli anni, nuove soluzioni per rinnovare la sua gamma con l’obiettivo, ad esempio, di proporre veicoli di fascia alta anche per i marchi del gruppo PSA che, ad oggi, fatica ad espandersi oltre il segmento C.

Quali piattaforme per i modelli Alfa Romeo?

Per quanto riguarda Alfa Romeo, è chiaro che i nuovi progetti potrebbero nascere sulle piattaforme small e compact/mid-size che il nuovo gruppo tenterà di sfruttare al massimo nel corso dei prossimi anni. Il brand italiano, in ogni caso, potrebbe continuare ad utilizzare la Giorgio e le sue evoluzioni per i suoi modelli “top di gamma” come la Giulia e lo Stelvio (di cui al momento non possiamo escludere una nuova generazione in arrivo tra diversi anni). A meno di sorprese, non dovrebbero arrivare modelli di segmento più alto.

Come abbiamo visto, Alfa Romeo continuerà ad essere un marchio premium anche dopo la fusione tra FCA e PSA. Come previsto dal piano industriale, la gamma del marchio italiano sarà composta da quattro modelli nel 2022 (Giulia, Stelvio, Tonale e futuro B-SUV). Ulteriori espansioni dell’offerta di veicoli per il marchio italiano arriveranno soltanto in caso di effettivo successo dei progetti che debutteranno nei prossimi anni (almeno stando a quanto dichiarato da FCA negli ultimi mesi).

Di certo, sarà necessario attendere ancora un bel po’ di tempo prima di poter contare su informazioni più precise e dettagliate in merito a quelli che saranno i prossimi investimenti per gli stabilimenti italiani del gruppo. Ricordiamo che FCA ha già avviato i nuovi investimenti per gli stabilimenti del nostro Paese e già a partire dal prossimo anno inizieranno ad arrivare diversi nuovi progetti con l’avvio dell’atteso programma di elettrificazione della gamma. Ulteriori aggiornamenti sul futuro del nuovo gruppo arriveranno, senza dubbio, nelle prossime settimane.