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Rc auto al Sud Italia: su 100 vetture, 14 illegali

Situazione drammatica nel Meridione, con macchine che viaggiano pericolosamente senza polizza assicurativa

Ogni 100 vetture, 14 sono senza l’assicurazione Responsabilità civile obbligatoria per legge. Sono i numeri più recenti, e altamente drammatici, della Rc auto al Sud Italia. Un fenomeno da film horror, con conseguenze devastanti per tutti. Comunque, la media nazionale è altrettanto preoccupante: secondo l’Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici), i veicoli a due e a quattro ruote in circolazione fuori regola con il pagamento del premio annuo di assicurazione rappresentano circa il 6,3% dei mezzi totali. Un lavoro molto pesante per Polizia e Carabinieri, che devono scovare gli evasori della Rca in strada.

Rc auto al Sud Italia: multe

Per chi viaggia senza la Rca obbligatoria (al Sud come altrove), la multa è di 849 euro, più il sequestro immediato della macchina. Pagando la polizza entro 15 giorni dal verbale, 212 euro, la macchina libera: lo dice l’articolo 193 del Codice della strada. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni per almeno due volte (recidiva), c’è la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due mesi. Quando è stato effettuato il pagamento della sanzione in misura ridotta e corrisposto il premio di assicurazione per almeno sei mesi, il veicolo con il quale è stata commessa la violazione non è immediatamente restituito ma è sottoposto alla sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo per 45 giorni. La restituzione della macchina è in ogni caso subordinata al pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia sostenute per il sequestro del veicolo.

Rivalsa Rc auto: come funziona

La Rca copre i danni che il guidatore causa. Se provoca un incidente investendo una persona, con lesioni per un milioni di euro, la compagnia paga tutto. Se viaggia senza Rca, l’impresa paga, ma poi ha diritto farsi dare dall’automobilista tutto. È la rivalsa. E comunque, l’inserimento di franchigie o scoperti non può essere opposto dall’impresa ai terzi danneggiati. Che devono ricevere, nel limite dei massimali garantiti, l’integrale ristoro del danno subito: l’impresa conserva il diritto di rivalsa nei confronti dell’assicurato. In generale, tutte le polizze Rca prevedono, nelle clausole di “Esclusione e rivalsa”, l’esclusione della copertura assicurativa in caso di incidente causato da un “conducente non abilitato ai sensi delle disposizioni vigenti” e tale risulta il neopatentato alla guida di un’auto.

Pirateria stradale: allarme rosso

La situazione della Rc auto al Sud Italia ha anche un’altra conseguenza negativa. Il soggetto senza Rca che causa un incidente tende a scappare: un pirata della strada. Che lascia la vittima agonizzante. Secondo l’Osservatorio Asaps (Amici Polstrada), nel primo semestre 2019 sono stati 543 gli episodi di pirateria stradale gravi in Italia: +19,6% sullo stesso periodo del 2018. I morti nel primo semestre 2019 sono stati  55 e 670 le persone ferite.

La vittima e il Fondo di garanzia per il rimborso danni

Sono guai pesantissimi pure per la vittima che ha subìto senza colpa l’incidente stradale, causato dal pirata. Deve rivolgersi al Fondo di garanzia per le vittime della strada, istituito con legge 990 del 1969. È amministrato, sotto la vigilanza del ministero dello Sviluppo economico, dalla Consap con l’assistenza di un apposito comitato. La Consap è la Concessionaria servizi assicurativi pubblici. Quindi, il rimborso lo si ottiene non dalla propria compagnia, con procedura veloce e comoda. Qui i tempi non si conoscono. E la burocrazia è micidiale. D’altronde, il Fondo a sua volta subisce i tentativi di truffa: automobilisti che fingono di essere stati speronati dai pirati, così da ottenere rimborso illegittimi.

Cosa fare in caso di pirata della strada

La vittima, sul sito Consap, deve generare il modulo di richiesta di risarcimento. E compilare on line il modulo così generato in tutte le sue parti. Poi stampare il modulo compilato in doppia copia e firmarlo. Quindi, inviare per raccomandata la prima copia del modulo firmato, con tutti gli allegati, all’impresa designata competente, indicata nel modulo in base alla regione di accadimento del sinistro. Non uiltimo, inviare la seconda copia del modulo firmato e scannerizzato dal richiedente, senza alcun allegato, all’indirizzo pec richiestedirisarcimento@pec.consap.it. C’è da diventare matti…