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Fiat Chrysler: Maserati, Ferrari e Alfa esposte in Brasile

Tra i marchi ospiti alla mostra anche la Lamborghini

Fiat Chrysler
Fiat Chrysler

Fino al 3 novembre Casa Fiat de Cultura ospita a Belo Horizonte, in Brasile, la mostra “Beauty in Motion – icone del design italiano” con 100 opere artistiche tra cui automobili, sculture, memorabilia di film e altri cimeli che hanno influenzato la cultura mondiale. Curata da Peter Fassbender, responsabile del Design Center LATAM presso Fiat Chrysler Automobiles, e in collaborazione con l’architetto e storica italiana Maddalena D’Alfonso, è a ingresso gratuito. Ecco quali grandi vetture sfileranno.

Mostra Fiat Chrysler: la Maserati Ghibli 1971

Instant-classic firmata Giorgetto Giugiaro, con fari a scomparsa, era la proposta sportiva per la fine degli anni ’60 (arrivò nel 1967). Il motore V8 da 4,7 litri da 310 CV raggiungeva facilmente i 250 km/h. Meno di 1.300 le unità prodotte, finché non venne ritirata dal commercio nel 1973. Questa denominazione fu reimpiegata dal 1992 al 1998 e ancora dal 2013.

Ferrari Dino 246 GT 1974

L’erede della Ferrari Dino 206 GT, con un tradizionale motore V6 a trazione posteriore da 2,4 litri da 195 CV e un peso di soli 1100 kg, fece uscire la Rossa da una delle sue crisi. Costruita in 3.300 esemplari, riscosse popolarità in diversi Paesi.

DeLorean DMC 12 1981

La DeLorean sarebbe un buon veicolo nell’era corrente. È stata progettata da Giugiaro in Italia, su richiesta dell’uomo d’affari nordamericano Zachary DeLorean. A spingerla un propulsore progettato da Peugeot, Renault e Volvo (PRV), realizzato in Inghilterra. Scatenati gli entusiasmi annunciandola a fine anni Settanta, la DMC 12 uscì solo nel decennio seguente. La carrozzeria rastremata in acciaio, il profilo grintoso, il motore V6 PR6 141 da Cv e le forme audaci valsero un successo commerciale che solo il cinema seppe immortalare nella saga cult “Ritorno al futuro”.

Ferrari Testarossa 1988

Le Ferrari degli anni ’80 assunsero all’immortalità con linee tese e aerodinamiche. In apparenza ancorata sul tracciato, la Testarossa presentava un V12, che sviluppava 390 Cv a 6.000 giri/min. Debuttato nel 1984, dopo alcuni restyling, chiuse i battenti nel 1996.

Alfa Romeo Montreal 1971

Con uno stile da concept car, la Montreal nacque nel 1967, frutto di Marcelo Gandini, allora giovane designer della casa Bertone. La griglia della coupé nascondeva i fari. Avviata la fabbricazione nel 1970, montava un motore V8 da 2,6 litri, che nonostante la bassa potenza, portava i 1.270 kg della vettura a toccare i 220 km/h.

Alfa Romeo Giulia Spider

Emblema di un look e uno stile in anticipo sui tempi, Giulia arrivò nel 1965 a seguito di un audace progetto dello studio Pininfarina. Con linee seducenti e semplici, ha enfatizzato il cuore italiano, simbolo dell’Alfa Romeo. Aveva un motore da 1300 cc da 65 Cv (noto come Junior) e le versioni da 1600 cc e 110 Cv con carburatori a doppio corpo, freni a disco e cambio a cinque rapporti. Concorse insieme a Fiat 124 Spider e Karmann Ghia, tra le piccole sportive. Il modello attuale è uno dei best seller Fiat Chrysler.

Lamborghini Miura

La supercar italiana fu realizzata tra il 1967 e il 1973, secondo una raffinata aerodinamica, tipica dei bolidi da corsa. Il V12 da 3,9 litri da 90 litri sviluppava 350 Cv, spingendo la Miura con i suoi 1.125 kg fino a 280 km/h. Superò una tiratura di 700 unità in sei anni, rivolta a un pubblico molto selezionato che poteva permettersi l’auto più veloce del suo tempo. L’estetica di Miura ha influenzato molte auto progettate e costruite alla fine degli anni ’60, come la stessa brasiliana Puma GT.

Lamborghini Touring 400GT

Contesa dai più ricchi collezionisti, vale 2,5 milioni di dollari l’una. Dal 1966 al 1968 questa edizione speciale uscì, in appena 247 esemplari. con motore V12 da 4.0 litri da 320 Cv. All’epoca Lamborghini interpellò Carrozzeria Touring affinché le desse un tocco fluido e seducente.

Alfa Romeo Giulia Sprint Speciale

Altro capolavoro dello studio Bertone, studiata per vincere le gare del circuito di Monza negli anni ’50, invase il mercato nel 1959 con un motore a camera forma emisferica da 1300 cc alimentato da un doppio carburatore Weber che incrementò la potenza a 100 Cv. Esisteva anche una versione 1600cc dotata di un’alimentazione a 2 carburatori Weber 40 da 112 Cv. Oltre alla versione coupé, gli stessi principi si applicarono sulla Sprint Zagato.