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Autostrade A24-A25: quasi certi gli aumenti a partire da settembre

Soltanto l’intervento del Governo potrebbe risolvere la questione

Autostrada A24

A partire dall’1 settembre 2019, potrebbero tornare gli aumenti sulle autostrade di Lazio e Abruzzo, in particolare le A24 e A25. Questo perché l’accordo sul blocco delle tariffe è saltato.

In seguito all’approvazione del Piano economico finanziario (Pef) da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) e dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, sembrava fosse stato superato l’ostacolo più difficile in quanto mancava soltanto l’approvazione da parte dell’Unione Europea.

Autostrada A24
Autostrada A2

Autostrade A24-A25: l’Anas non approva l’accordo sul blocco delle tariffe

L’Anas, invece, ha deciso di non accettare l’intesa sul blocco delle tariffe autostradali per quei due tratti, raggiunta durante il summit tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dell’economia e delle finanze e Strada dei Parchi SpA.

La notizia è stata data proprio da quest’ultima direttamente all’ANSA, in seguito a un commento sul Pef e sulla riunione con l’Anas. L’accordo fra le parti prevedeva la copertura dei costi dei mancati incassi usando delle rate del prezzo di concessione.

Autostrada A25
Autostrada A25

A questo punto, come spiegato dai vertici di Sdp, servirebbe l’intervento del Governo per poter ritornare a sperare. Mauro Fabris, vicepresidente del consiglio d’amministrazione di Strada dei Parchi, ha spiegato che non ci sono le condizioni per prorogare il blocco delle tariffe, valido fino al 31 agosto (partito a giugno), nel caso in cui il Governo non intervenisse.

Ovviamente, chi ci rimetterà saranno gli automobilisti italiani che dovranno pagare di più per poter utilizzare le autostrade A24 e A25. In caso di mancato accordo, infatti, l’aumento delle tariffe sarebbe di circa il 19%, ossia il 12,8% scattato all’inizio del 2018 e il 5,6% dal primo gennaio 2019.

In conclusione, Fabris ha detto: “Al momento non c’è l’accordo per sterilizzare le tariffe in quanto Anas si è opposta alla proposta di utilizzo delle rate del prezzo di concessione, come accaduto in passato, per coprire i costi del blocco delle tariffe, in attesa dell’approvazione del Pef”.