Le tedesche perdono valore, l’Alfa Romeo no. Sembra una provocazione da bar, invece è quello che raccontano i numeri dell’usato italiano secondo un rapporto di Astacerta. Stelvio e Tonale, a tre e quattro anni dall’immatricolazione, tengono le quotazioni meglio di quanto prevedessero gli istituti di analisi.
Stellantis annaspa tra incertezze societarie, la nuova generazione elettrificata su piattaforma STLA è ancora un’attesa, e intanto i SUV di Arese continuano a piacere a professionisti, partite IVA e appassionati.
La Stelvio nasce sulla piattaforma Giorgio, sospensioni anteriori a quadrilatero con asse di sterzo semi-virtuale, retrotreno multilink AlfaLink, albero di trasmissione in carbonio su tutte le versioni.
Per chi macina chilometri, però, la versione da cercare è una sola, il 2.2 turbodiesel quattro cilindri tutto in alluminio, da 160, 190 o 210 CV, con trazione integrale Q4 e cambio automatico ZF a otto rapporti. A 130 km/h dichiara tra i 15 e i 17 km con un litro, e il motore regge bene.
Poi c’è il conto, andando a caccia sul mercato dell’usato, che è la parte più aggressiva. Una rivale tedesca del 2021-2022 parte da oltre 32.000 euro. Una Stelvio ben allestita e con storico certificato sta tra i 23.000 e i 27.000.
La Tonale, più compatta, sta proprio su un’altra partita. Sul mercato dell’usato si cercano le Hybrid 48V da 130 e 160 CV con turbo a geometria variabile e il turbodiesel 1.6 da 130 CV. Il punto forte è il certificato digitale NFT su blockchain, che registra manutenzione e chilometri in modo immutabile. Se comprate un esemplare recente, cancellate i dati personali dai sistemi di bordo prima di partire.
Dove si trovano gli affari? Nelle flotte aziendali a noleggio a lungo termine, che riversano un flusso costante di auto nei canali concorsuali e nelle aste dei tribunali. Il Biscione, così, non vince sulla carta. Vince quando arriva il momento di rivendere.


