Già a maggio Stellantis aveva annunciato il lancio del programma E-Car, utile per sviluppare una nuova famiglia di city car elettriche dal prezzo di listino pari a circa 15.000 euro. Un progetto rimarcato anche durante l’evento “The Night Before”, il giorno prima dell’apertura del recente Salone dell’Auto di Parigi, dal presidente del Gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA, John Elkann, il quale ha annunciato proprio la piattaforma E-Car destinata alle elettriche accessibili del Gruppo.
La volontà di Stellantis è quella di integrare questi nuovi veicoli nella già prevista classe di veicoli europei nota con la sigla M1E, pensata dal legislatore per incentivare questa tipologia di progetti in accordo con alcune semplificazioni normative. Allo stesso tempo Stellantis, così come altri costruttori e gruppi automobilistici che guardano a questa categoria, desidera rispondere alle esigenze di quella clientela che acquisterebbe con più facilità un’elettrica economica. Sia in fase di acquisto che in termini di gestione. Ciò in accordo con una produzione che rimarrà assolutamente europea.
Al recente Salone dell’Auto di Parigi si è visto il primo di questi modelli che sfrutteranno le prerogative della piattaforma E-Car. Si tratta del concept 2CV proposto da Citroën. Proprio la 2CV sarà uno dei tre modelli implementati da Stellantis a partire dalla piattaforma E-Car, accanto a un nuovo modello a marchio Fiat, possibilmente quello che nelle ultime ore sarà destinatario della denominazione Koala che prenderà il posto dell’attuale Pandina, e successivamente anche un inedito modello a marchio Leapmotor. L’attesa dovrebbe protrarsi soltanto fino al 2028, termine entro il quale tutti i tre modelli previsti dovrebbero essere presentati.
L’apporto di Leapmotor nella gestione della piattaforma E-Car di Stellantis è fondamentale
Al centro dell’inedita piattaforma E-Car di Stellantis c’è una base tecnica che prima non esisteva. Lo sviluppo è stato infatti approntato in maniera congiunta, mediante un approccio che ha visto la collaborazione di Stellantis con Leapmotor. In questo modo si è potuto contare sull’esperienza di Stellantis nella produzione di nuovi veicoli, con la velocità di sviluppo tipica dei costruttori cinesi e quindi di Leapmotor.
Una condizione che il responsabile dello sviluppo dei nuovi prodotti e nuove tecnologie di Stellantis, Ned Curic, ha annunciato in occasione dell’appuntamento del salone parigino. Curic ha ammesso che sebbene in Stellantis c’è una lunga storia di piattaforme destinate ai veicoli di piccole dimensioni, da Leapmotor si è attinto in termini di approccio legato alla velocità produttiva tanto che “abbiamo imparato a progettare un’auto in due anni”, ha aggiunto. Leapmotor ha infatti messo a disposizione un metodo differente rispetto a quello dei costruttori tradizionali che ha permesso di accelerare i tempi e di modificare, sensibilmente, le capacità produttive di Stellantis verso la direzione dei veicoli elettrici economici e di piccole dimensioni. Una metodologia che attinge da entrambe le parti, acquisendo il meglio da ognuna di queste per mettere su strada prodotti nuovi velocemente.
In ogni caso ogni parte dello sviluppo e della produzione avviene in Europa, con l’Italia che risulta centrale in questo approccio. D’altronde tutte e tre le E-Car basate sulla medesima piattaforma saranno realizzate, a partire dal 2028, presso lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco in Campania. A differenza di garantire il medesimo approccio a partire dalla Cina, avere l’apporto di Leapmotor in Europa “è molto gratificante” secondo quanto aggiunto ancora da Ned Curic. Di certo tale approccio, avviato sulla nuova piattaforma E-Car, potrebbe avere ulteriori benefici per altri programmi simili adoperati da Stellantis nel prossimo futuro.
Le sfide rimangono ampie e variegate
Rimane comunque l’interrogativo che nel passato ha condotto Stellantis e altri Gruppi e costruttori ad abbandonare i veicoli di Segmento A. Quello relativo ai costi e ai relativi guadagni derivanti dalle vendite di questi modelli; un elemento discusso anche in questo caso dallo stesso Curic. Ciò anche in accordo con costi sempre crescenti legati ai nuovi requisiti normativi su scala europea che hanno incrementato i costi per la produzione automobilistica, rendendo insostenibile la produzione dei modelli più piccoli.
La necessità è adesso quella di semplificare, pur mantenendo alti i principi di sicurezza e rendendo però accessibile il listino. La piattaforma E-Car di Stellantis dovrebbe quindi garantire e rispettare tali requisiti, risultando ampiamente competitiva. Secondo quanto riportato dai francesi de L’Argus, tuttavia pare ci siano dei punti critici fra costruttori e legislatore che hanno portato a un rallentamento nello sviluppo della categoria di veicoli M1E. Di conseguenza ciò potrebbe introdurre ritardi sui tre modelli ragionati da Stellantis verso tale direzione. In ogni caso Curic appare ottimista avendo aggiunto che la piattaforma dovrebbe risultare competitiva anche al di fuori del quadro normativo che risulta ancora in attesa di ulteriori sviluppi.


