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Come Citroën ha rispolverato la 2CV: le parole del designer Pierre Leclercq

Citroën 2CV Concept a Parigi 2026: city car elettrica a 15.000 euro dal 2028, design retrò e furgone ancora in bilico.

citroën 2cv concept

Citroën promette un prezzo di attacco di 15.000 euro per la nuova 2CV elettrica. A dirlo non è un teaser su Instagram ma la casa madre, con tanto di concept in carne e lamiera al Salone di Parigi, aperto alla Porte de Versailles fino al 18 ottobre.

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Il debutto è arrivato poco prima delle porte aperte, con la 2CV Concept affiancata da una versione furgone sul palco della conferenza stampa. Due vetture che si riconoscono al volo come le eredi di quelle nate nel 1948 e nel 1951, eppure non sembrano uscite da un museo. Per la produzione bisogna aspettare la fine del 2028.

citroën 2cv concept

A raccontarne la genesi è Pierre Leclercq, belga, direttore del design dal 2018 dopo esperienze in BMW M e Kia. La formula che ha rivelato ai francesi di L’Argus è semplice: la 2CV era “un’arma dormiente nei cassetti”. Dopo i progetti abortiti negli anni Novanta e Duemila, è la prima volta che Stellantis dà il via libera a un vero rilancio.

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Il copione, intendiamoci, è quello di Renault con R5, R4 e Twingo e di Fiat con la Grande Panda, il retrò come scudo contro i marchi cinesi, bravi su tutto tranne che sull’emozione.

citroën 2cv concept

L’auto è più larga e più bassa dell’originale, ma lunga 3,76 metri, un filo meno. I cerchi da 18 pollici fanno sorridere chi ricorda i 15 (al massimo) della progenitrice. Restano il tetto arrotondato, il posteriore spiovente, il cofano lungo, i passaruota pronunciati. I fari scelgono la via diplomatica: né tondi né rettangolari, ma ad arco troncato, un compromesso tra le due epoche. Lo stesso vale per i finestrini posteriori, assenti, mentre gli indicatori sui parafanghi posteriori ci sono.

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Dentro è quasi una gita in campagna. Sedili a panca a scacchi, rivestimenti gialli, strumentazione minimalista, un cestino da picnic come console centrale, cugino alla lontana del porta-bacchette della R5 E-Tech. Volante e leva del cambio guardano all’originale. Solo cruscotto digitale e touchscreen tradiscono l’anno di nascita. Leclercq giura che la versione di serie sarà all’85-90% rispetto a quanto visto nel concept sul palco.

citroën 2cv concept

Più incerta la sorte del Furgonette. Il management non ha ancora dato l’ok, e i designer fanno pressing interno. La sua carta è l’impostazione d’altri tempi: abitacolo tondo, vano di carico squadrato, una separazione netta che oggi nessun van osa. “Sulla C3 non lo faremmo mai”, ammette Leclercq, “ma su una 2CV è fantastico”.

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La missione, parole sue, è “far sorridere la gente”. Pare ci riescano già. Vedremo se il sorriso reggerà davanti al listino finale, e se i concorrenti cinesi, che il sorriso lo vendono a rate, avranno ancora qualcosa da dire.