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Citroën vede la luce in fondo al tunnel, il CEO Xavier Chardon resta ancora molto cauto

2cv citroen

A Parigi la concept ispirata alla 2CV ha fatto quello che nessun piano commerciale di Citroën aveva previsto: ha riempito gli stand al punto che i venditori hanno dovuto riorganizzarsi per non lasciare la gente in coda. Un problema che a Parigi, sul fronte generalista, non si vedeva da un po’.

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Xavier Chardon, al timone sia di Citroën sia di DS Automobiles, non si lascia però andare ai festeggiamenti. “Eravamo in un tunnel e iniziamo a vedere la luce”, ha detto ad Auto Infos, aggiungendo che il lavoro da fare resta enorme.

2cv citroen

Dodici mesi fa il marchio si portava ancora dietro le scorie dei casi Takata e PureTech e un posizionamento da rimettere a fuoco. Oggi, a sentire lui, la spirale si è invertita, crescita a doppia cifra sul mercato europeo delle auto, con prodotti che sono ancora l’eredità della gestione precedente.

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La ricetta è un piano di “riconnessione a 360 gradi” con rete, clienti e fornitori. C’è sempre quella strada, a volte accattivante, a volte molto meno, l’elettrico. Nel primo trimestre gli ordini dei privati sono saliti di oltre il 70% sullo stesso periodo del 2025, e da allora la curva ha superato il 100%, complici carburanti rincarati e modelli più competitivi.

Sul 2027 Chardon fa il prudente, punta al 40% di quota europea per le elettriche, mentre qualcuno sogna il 50%. Partendo dal 25% attuale, dice, sarebbe già un salto enorme. Ricorda che Italia e Spagna non sono la Francia, con la sua elettricità economica e la sua fiscalità spinta.

2cv citroen

Sulla redditività la sincerità è quasi sorprendente. La rete migliora nei dieci principali mercati europei, ma “siamo redditizi ovunque? No”. In Francia Citroën è ancora in rosso, tra volumi insufficienti e troppi interventi in officina per difetti di qualità. Sul richiamo Takata ha perfino ammesso che per le concessionarie è stato un affare. Chi esternalizza la carrozzeria, avverte, non ha capito cosa lo aspetta: sull’elettrico gli urti aumentano, e le batterie vanno sapute riparare.

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Resta DS, la parte più scivolosa. Niente corsa al lusso alla tedesca: “Non abbiamo la pretesa di essere un marchio di lusso francese”, dice Chardon. Lo spirito è quello della DS del 1955, innovazione, comfort e audacia. Comunicazione e volumi però devono crescere, perché con i numeri attuali non si va lontano.

La 2CV, dunque, è la nuova spinta per il futuro, con un prezzo intorno ai 15.000 euro? Per ora c’è un sito dove iscriversi.