Stellantis sta lavorando a un motore diesel ibrido per i suoi grandi furgoni. Il progetto sarebbe già arrivato alla fase dei test, secondo quanto riferito dalla UILM a Reuters. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO₂ affiancando al motore a gasolio una componente elettrica, mentre molti clienti professionali continuano a rimandare l’acquisto di un veicolo completamente elettrico.
Il nuovo motore ibrido diesel è quasi pronto: ecco in quali modelli lo vedremo
La novità potrebbe riguardare Fiat Ducato, Citroën Jumper, Peugeot Boxer e Opel Movano. Si tratta di mezzi che devono rispondere a esigenze lavorative precise, per i quali cambiare alimentazione è una decisione che incide sull’organizzazione dell’attività. Il diesel ibrido potrebbe offrire un’alternativa a chi vuole rinnovare il proprio furgone mantenendo il motore a combustione.
La produzione potrebbe essere destinata allo stabilimento di Pratola Serra, sebbene ciò non sia ancora stato confermato. Questo impianto in Campania fornisce già motori allo stabilimento di Atessa, dove vengono prodotti i grandi veicoli commerciali del gruppo. Il nuovo propulsore potrebbe quindi essere integrato in una catena di fornitura industriale esistente, collegando lo sviluppo della tecnologia alle attività di questi due siti italiani. Non è ancora chiaro quando il sistema sarà disponibile.
Un portavoce di Stellantis ha suggerito che molto probabilmente sarà destinato alla prossima generazione di furgoni “Pro One”. Non è previsto il suo debutto sui modelli attuali, ma piuttosto la sua introduzione nell’ambito di un futuro aggiornamento. L’attuale gamma si basa su un progetto risalente al 2006, aggiornato nel 2014 e nel 2023. Non sono ancora disponibili dettagli sul funzionamento del sistema.
Non sono stati rilasciati dati riguardanti la potenza erogata, il contributo del motore elettrico o i previsti guadagni in termini di efficienza. Questi aspetti saranno definiti tramite test prima di raggiungere una configurazione definitiva. Di conseguenza, non è ancora possibile specificare l’autonomia in modalità completamente elettrica o quantificare la riduzione del consumo di carburante.
Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis per l’Europa e di Pro One, ha spiegato perché Stellantis sta esplorando altre soluzioni. Secondo il dirigente, molti professionisti preferiscono mantenere i propri furgoni attuali più a lungo piuttosto che impegnarsi in una transizione verso un veicolo elettrico, un passaggio che considerano ancora rischioso per la loro attività. Questa tendenza a rimandare la sostituzione rallenta il rinnovo delle flotte commerciali.
Cappellano ha anche contestato gli obiettivi europei sulla CO₂ dei commerciali leggeri, avvertendo che le sanzioni per chi non li rispetta potrebbero pesare sulle fabbriche e metterne a rischio il futuro. Il diesel ibrido entra dunque in un momento delicato per il settore. La fase di prova rappresenta un passo concreto, ma calendario e applicazioni restano da confermare: saranno questi annunci a chiarire quanto bisognerà aspettare per vedere i primi furgoni con la nuova motorizzazione.


