Stellantis manterrà la diversità dei suoi marchi europei, ma modificherà l’enfasi sui tipi di propulsione nei suoi investimenti futuri. Antonio Filosa lo ha spiegato ad Autonieuws.be durante il Salone dell’Auto di Parigi, affrontando tre questioni chiave per il gruppo: identità del marchio, qualità del prodotto e accessibilità economica dei nuovi veicoli. I motori diesel per le autovetture diventeranno una priorità minore, mentre l’approccio rimane diverso per i veicoli commerciali.
Stellantis: investimenti ridotti nel diesel, ma spazio per tutti i marchi
Alla domanda se il portafoglio europeo contenesse troppi marchi, l’amministratore delegato ha risposto chiaramente: “No, non abbiamo troppi marchi in Europa”. Secondo Filosa, la diversità dei marchi consente all’azienda di raggiungere pubblici diversi attraverso un mix complementare di prodotti, immagini del brand e legami territoriali. La condivisione tecnologica può quindi coesistere con identità commerciali distinte, senza rendere superflua la presenza dei singoli marchi.
Ha citato Opel e Vauxhall come esempi, sottolineando che aiutano Stellantis a mantenere una forte presenza rispettivamente in Germania e nel Regno Unito. Il dirigente ritiene che una parte di questi clienti sarebbe difficile da raggiungere attraverso gli altri marchi del gruppo. Una logica simile si applica a Fiat in Italia, dove la notorietà del marchio e il rapporto con il pubblico sono già ben consolidati. In questi casi, il patrimonio storico del marchio rappresenta una risorsa da valorizzare.
La strategia mira a coniugare questa forza commerciale con le economie di scala. Piattaforme e componenti condivisi consentono di ripartire gli investimenti su più prodotti, mentre lo stile e il posizionamento devono continuare ad attrarre segmenti di clientela diversi. Filosa difende quindi l’ampiezza del portafoglio come strumento per coprire il mercato, anche quando auto diverse condividono una parte significativa della loro base tecnica.
La posizione sui propulsori è più articolata. L’amministratore delegato ha riconosciuto che il segmento diesel per le autovetture sta diventando sempre più complesso; di conseguenza, Stellantis prevede di ridurre gli investimenti in questa tecnologia. L’intervista non ha specificato l’entità della riduzione né le tempistiche per l’attuazione di questo nuovo orientamento strategico.
La dichiarazione si è concentrata sulle priorità di sviluppo piuttosto che sulla fissazione di una data per la graduale eliminazione definitiva dei motori diesel dalla gamma prodotti. Il gruppo continuerà invece a concentrarsi su veicoli elettrici, ibridi plug-in e soluzioni “range-extender”.
Queste ultime combinano la propulsione elettrica con un sistema progettato per estendere l’autonomia del veicolo. Il loro sviluppo si inserisce in una strategia volta a offrire diverse soluzioni di mobilità, anziché affidarsi a un’unica tecnologia. Tuttavia, nell’intervista, Filosa non ha specificato modelli, marchi o tempistiche precisi per la futura applicazione della tecnologia range-extender.
Per quanto riguarda i veicoli commerciali, la valutazione è guidata principalmente dal costo totale di possesso. Secondo Filosa, un veicolo commerciale elettrico può risultare ancora più costoso della sua controparte diesel, nonostante i prezzi elevati del carburante; è quindi necessario considerare congiuntamente i costi di acquisto e quelli di esercizio. Questo divario economico spiega perché il gruppo distingua tra il futuro del diesel nei veicoli commerciali e quello nelle autovetture private.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la fiducia dei clienti. Filosa ha sottolineato l’impiego di oltre duemila ingegneri dedicati alla qualità e il miglioramento delle condizioni di garanzia: misure volte a rafforzare il rapporto con gli acquirenti. Il dirigente sostiene che l’attenzione alla qualità dei prodotti consegnati debba coinvolgere l’intera organizzazione su base quotidiana. Pur riconoscendo i progressi già compiuti, ritiene essenziale mantenere vivo questo impegno, evitando di considerare il miglioramento della qualità come un obiettivo ormai pienamente raggiunto.
Sul fronte dell’accessibilità economica, un ruolo significativo è svolto dal progetto di una nuova Citroën 2CV elettrica. Nell’intervista, Filosa indica l’avvio della produzione entro la fine del 2027 e spiega che la piattaforma consentirà di sviluppare altri veicoli per diversi marchi del gruppo, con prezzi intorno ai 15.000 euro. Sebbene si tratti di un obiettivo commerciale, i prezzi definitivi e le specifiche dei singoli modelli non sono ancora stati svelati.
I concept presentati a Parigi anticipano inoltre soluzioni destinate a futuri modelli di serie. Filosa mette in risalto elementi di design e la tecnologia “steer-by-wire” di Peugeot, osservando che diverse idee mostrate al salone troveranno applicazione concreta. Altre proposte, come Alfa Romeo Cuorerosso, si concentrano invece sulla ricerca stilistica e sulla capacità del design di suscitare interesse.



