Jeremy Clarkson pensava a una Fiat Panda per muoversi in Puglia. Ad aspettarlo in hotel ha trovato invece una Ferrari 296 Speciale A. Il giornalista britannico ha raccontato sul Times questa prova, nata durante un viaggio in Italia per il matrimonio di un amico. Aveva chiesto alla sua assistente di procurargli un’auto per visitare la zona, senza immaginare che avrebbe ricevuto le chiavi di una delle Ferrari più estreme. Una sorpresa che, tra critiche e battute, ha finito per conquistarlo.
Ferrari 296 Speciale A, Clarkson la promuove dopo la prova sulle strade pugliesi
L’inizio del racconto è nel suo stile: al posto della piccola Fiat arriva una decappottabile capace di raggiungere i 330 km/h. Clarkson conosceva già la 296, provata nella versione normale qualche anno prima, ma quell’esperienza gli aveva lasciato diverse riserve. Con la Speciale A il giudizio cambia, anche se Jezza non risparmia osservazioni sul prezzo e sulle rinunce richieste a chi sceglie questa variante.
Rispetto alla versione precedente, sottolinea, si spende molto di più per avere maggiore rumore, meno comfort e perfino l’assenza dei tappetini. È una provocazione che introduce bene il carattere della vettura: una Ferrari pensata per chi mette la guida davanti alla comodità.
Nell’abitacolo apprezza la scelta di evitare un grande schermo centrale. Trova invece poco convincenti i comandi sul volante, che considera piccoli e scomodi da utilizzare. Anche impostare il navigatore diventa occasione per scherzare, soprattutto quando deve cercare località e ristoranti italiani dai nomi complicati. Il tempo perso con il sistema, osserva ironicamente, rende ancora più utile avere un’auto veloce.
Durante la prova emergono inoltre scricchiolii del tetto e rumori delle sospensioni sulle buche. A infastidirlo è anche il funzionamento del sistema ibrido, nel quale il V6 biturbo di tre litri lavora insieme al motore elettrico. Clarkson racconta di percepire i passaggi tra le due fonti di potenza e di trovare questa complessità poco necessaria.
Sulle strade strette dei paesi pugliesi, l’avviamento improvviso del motore termico rende il rumore ancora più evidente. Soltanto dopo due giorni individua il comando che gli permette di mantenerlo sempre acceso, evitando le continue alternanze con la marcia elettrica.
A rendere movimentato il viaggio ci pensa anche Lisa, che gli chiede di rallentare e di chiudere il tetto. Le richieste diventano un’altra delle battute del racconto, insieme all’accoglienza ricevuta nei paesi attraversati: Clarkson attribuisce la propria notorietà italiana alle repliche di Top Gear.
Alla fine prevalgono le qualità della Ferrari. La trova bellissima dal vivo e straordinariamente veloce, tanto da considerarla tra le auto più speciali oggi acquistabili. Il confronto conclusivo è con la Porsche 911 GT3: sceglierebbe la tedesca per gli spostamenti quotidiani, ma per guidare sotto il sole del Sud Italia preferirebbe la Ferrari.


