Xavier Chardon, oggi alla guida di Citroën e DS, vuole sfruttare la gestione comune dei due marchi per trovare nuove sinergie, senza sovrapporne le identità. In vista del Salone di Parigi, il manager ha parlato della piccola elettrica ispirata alla 2 CV, delle prospettive di DS e della necessità di rendere più redditizie le reti di vendita.
Citroën e DS, concessionarie al centro delle sinergie
I due marchi si rivolgono a clienti diversi: secondo Chardon, il prezzo medio di una DS è circa il doppio di quello di una Citroën. La collaborazione può però essere utile soprattutto sul fronte delle concessionarie e delle flotte aziendali. L’offerta combinata di auto Citroën, modelli DS e veicoli commerciali con il doppio chevron permette infatti di coprire esigenze differenti.
Il lavoro con i rappresentanti delle reti è già iniziato, con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per migliorarne i conti. In Francia, spiega Chardon, i concessionari hanno investito molto e sono già ben presenti sul territorio: per questo non è scontato che le reti vengano riunite. La formula potrebbe cambiare da un mercato all’altro.
Per DS la priorità è costruire una personalità riconoscibile, senza inseguire i marchi tedeschi. Chardon non vuole definire il brand semplicemente come “premium”: il suo percorso dovrà valorizzarne l’identità francese, il comfort e le tecnologie, dalle sospensioni Active Scan alla visione notturna. I volumi restano necessari, ma non sono l’unico obiettivo: «Per DS non c’è una gara ai volumi», ha precisato il manager.
Diverso il compito affidato a Citroën, che con un nuovo concept ispirato alla 2 CV vuole riportare al centro semplicità e accessibilità. L’obiettivo indicato da Chardon è un prezzo di partenza di circa 15.000 euro. Il progetto punta a ridurre peso e complessità, evitando dotazioni considerate superflue. Il richiamo alla 2 CV, ha ricordato il dirigente, riguarda anche la sua filosofia essenziale: l’auto originale doveva trasportare un carico di patate e uova senza romperle.
La nuova elettrica guarda anche a chi negli ultimi anni è rimasto escluso dal mercato delle auto nuove. Chardon stima che in Europa si vendano circa tre milioni di vetture in meno rispetto al periodo precedente alla pandemia. Un modello elettrico accessibile potrebbe aiutare a riportare una parte di questi clienti in concessionaria, senza attendere che siano definite tutte le future regole europee sulle auto piccole.
Intanto la domanda di elettriche è già cresciuta: gli ordini Citroën, ha riferito Chardon, sono aumentati di oltre il 70% rispetto al primo trimestre del 2025. La crescita riguarda anche mercati come Italia, Spagna e Croazia. L’aumento degli ordini, però, mette sotto pressione le forniture: per la C5 Aircross elettrica a lunga autonomia Stellantis non dispone ancora di batterie sufficienti. «Stiamo aspettando con ansia le batterie a lunga autonomia», ha ammesso Chardon. Al momento, Peugeot beneficia di una parte delle forniture disponibili perché aveva aperto prima gli ordini per le proprie versioni Long Range.


