Sessant’anni fa Alfa Romeo presentava una di quelle auto capaci di lasciare il segno ben oltre la propria epoca. Era il 26 settembre 1966 quando, sulla pista di Balocco, debuttava la GT 1300 Junior, versione più accessibile della Giulia Sprint GT e destinata a diventare una delle coupé più amate del Biscione. Non nasceva come un modello “minore”, ma come un’Alfa pensata per un pubblico più giovane, desideroso di entrare nel mondo del marchio senza rinunciare a stile, carattere e piacere di guida.
Alfa Romeo Giulia GT 1300 Junior, sessant’anni fa nasceva una piccola grande Alfa
Per capire quanto fosse importante quella novità bisogna tornare all’Alfa Romeo degli anni Sessanta, probabilmente uno dei momenti più felici della sua storia. Da quella base tecnica, nel 1963, era nata la Giulia Sprint GT, coupé firmata Bertone con il contributo di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro.
La GT 1300 Junior arrivò tre anni dopo con una formula studiata per allargare ulteriormente il pubblico. Rispetto alla 1600 aveva qualche dettaglio più semplice, a cominciare dalla calandra con due fari invece di quattro e da finiture meno elaborate. Ma bastava guardarla per capire che non era affatto una versione povera. Le proporzioni restavano quelle riuscitissime della Sprint GT e l’impostazione generale era quella di una vera sportiva compatta.
Sotto il cofano trovava posto un quattro cilindri bialbero da 1.290 cc, con blocco e testa in lega leggera e alimentazione affidata a due carburatori doppio corpo Weber. La potenza era di 88 CV a 5.500 giri/min. Letto oggi, il dato può sembrare quasi modesto, ma all’epoca raccontava tutt’altra storia. La macchina era leggera, ben bilanciata e soprattutto costruita per sfruttare bene ogni cavallo disponibile.
La velocità massima era di circa 170 km/h, mentre per passare da 0 a 100 km/h servivano poco più di 12 secondi. Più dei numeri, però, contava quello che succedeva dietro il volante. Il cambio manuale a cinque marce, i quattro freni a disco e un telaio ben riuscito rendevano la Junior precisa, agile e divertente. Era una macchina che non aveva bisogno di potenze esagerate per trasmettere sensazioni, ed è probabilmente anche per questo che ancora oggi viene ricordata con tanto affetto.
La cosa più interessante è che la GT 1300 Junior riusciva a essere accessibile senza perdere il fascino tipico del marchio. Per molti giovani automobilisti dell’epoca rappresentava un sogno finalmente raggiungibile: una coupé Alfa Romeo vera, bella da vedere, piacevole da guidare e con una presenza su strada che la faceva sembrare più importante di quanto suggerisse la cilindrata.
Il successo fu rapido e la carriera del modello si allungò per molti anni. Nel 1968 arrivò anche la 1300 GTA Junior, versione alleggerita e sviluppata pensando alle competizioni. Qui il carattere della vettura cambiava completamente: meno peso, motore più spinto e un’impostazione pensata per correre sul serio. L’Autodelta riuscì a portare il piccolo 1.3 a potenze molto più elevate rispetto alla versione stradale, trasformandolo in una vera arma da gara.
La GTA Junior contribuì in maniera importante alla reputazione sportiva dell’Alfa Romeo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Le gare Turismo erano allora seguitissime e il Biscione era uno dei protagonisti assoluti. Vedere una piccola 1300 capace di tenere testa a vetture più potenti era anche un formidabile strumento pubblicitario.
Nel corso degli anni la Junior cambiò più volte. Nel 1971 sparì il famoso “scalino” sul frontale, uno dei tratti distintivi delle prime versioni. L’anno successivo arrivò anche la GT 1600 Junior, più potente, mentre nel 1974 comparvero i doppi fari anteriori, avvicinando sempre di più l’estetica alle versioni di cilindrata superiore.
La produzione della 1300 si concluse nel 1976 dopo 92.053 esemplari. Per una coupé sportiva era un risultato enorme e dimostrava quanto bene Alfa Romeo avesse interpretato il mercato.
Quel nome, Junior, è rimasto vivo fino a oggi. Nel 2024 è tornato sulla compatta del Biscione con una missione che, almeno nello spirito, ricorda quella di sessant’anni fa: avvicinare nuovi clienti al marchio con un modello più accessibile. Le epoche sono completamente diverse, così come la tecnologia, ma il richiamo a quella GT 1300 Junior non è certo casuale.



