Il futuro dello stabilimento Stellantis di Cassino continua a tenere alta l’attenzione, soprattutto dopo il nuovo intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Il ministro è tornato a parlare del sito di Piedimonte San Germano, auspicando la definizione di un piano industriale sostenibile che possa dare maggiore certezza allo stabilimento e a tutto il territorio che ruota attorno alla fabbrica.
Stellantis Cassino, Urso chiede un piano chiaro per il futuro
Urso ha richiamato il confronto avvenuto al Mimit con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore Roberta Angelilli e i vertici di Stellantis. Il nodo, ancora una volta, è capire quale sarà il peso di Cassino nei programmi futuri del gruppo e soprattutto quali modelli potranno essere assegnati allo stabilimento nei prossimi anni.
La situazione resta delicata. Cassino continua a essere uno dei poli industriali più importanti del Lazio, ma il calo dell’attività produttiva registrato negli ultimi anni ha alimentato dubbi e preoccupazioni. Per questo il ministro ha insistito sulla necessità di costruire una prospettiva credibile, non limitata al breve periodo, ma capace di dare continuità alla fabbrica e all’occupazione.
Sul tema è intervenuta anche la UGL Metalmeccanici, che ha riunito il direttivo provinciale a Frosinone. Il segretario nazionale Antonio Spera ha chiesto un incontro urgente con Stellantis per avere indicazioni precise sui nuovi modelli destinati a Cassino e sulle conseguenze che le future scelte industriali avranno sull’indotto.
La richiesta del sindacato è semplice: meno attese e più certezze. Il rallentamento dello stabilimento, infatti, non riguarda soltanto i dipendenti diretti, ma si riflette anche sulle aziende che lavorano attorno al sito e su centinaia di famiglie del territorio.
Il segretario provinciale Gerardo Minotti ha parlato di una provincia che oggi si muove “a due velocità”. Da una parte ci sono realtà come Leonardo e ABB, dove si registrano segnali positivi. Dall’altra c’è il Cassinate, che continua a fare i conti con le difficoltà dell’automotive e con una produzione Stellantis molto più ridotta rispetto al passato. Per la UGL, il passaggio decisivo sarà arrivare in tempi rapidi a un piano industriale che chiarisca investimenti, modelli e prospettive occupazionali per Cassino.


