La Ferrari Dino 308 GT4 arrivò al Salone di Parigi del 1973 con una carrozzeria che sembrava disegnata da un architetto brutalista. Linee a cuneo, superfici piatte, l’esatto opposto della fluidità morbida che Pininfarina aveva reso sinonimo di Maranello. Nuccio Bertone, e dietro di lui un giovane Giorgio Giugiaro, proposero qualcosa che all’epoca divise la stampa e gli acquirenti. Oggi, quella stessa silhouette è il motivo principale per cui i collezionisti la cercano.
La carrozzeria è solo metà della storia. L’altra metà sta sotto, un V8 da 2.927 cc in posizione centrale-posteriore, accoppiato a un manuale a cinque marce. È la prima Ferrari di serie ad adottare questa architettura, quella che avrebbe definito la gamma sportiva del Cavallino per i vent’anni successivi. Prima di lei, le Ferrari accessibili avevano il motore davanti.
È anche una 2+2, dettaglio che la distingue dalle più famose 308 GTB e GTS che l’hanno seguita. I sedili posteriori sono angusti per gli adulti, ma sufficienti per trasformarla in una compagna di viaggio familiare. Il suo attuale proprietario la usa così da oltre ventitré anni.
L’esemplare di cui parliamo, in vendita, è del 1975 ed è stato acquistato nuovo da Charles Pozzi, l’importatore ufficiale Ferrari in Francia. Numeri di telaio e motore corrispondenti, storia documentata, revisione valida fino a maggio 2031. Questa Ferrari ha superato i 110.000 km e la manutenzione costante ha fatto molto per garantirli adeguatamente. Il colore originale era blu, poi riverniciata in Rosso Corsa da un proprietario precedente: una scelta che i puristi registrano mentalmente come voce di debito.
Il motore ha ricevuto otto trombe di aspirazione al posto dei carburatori originali, l’accensione è diventata elettronica e lo scarico è firmato Orbisound in acciaio inox. Il filtro dell’aria originale è incluso per chi volesse riportare tutto alla configurazione di fabbrica. Gli ammortizzatori anteriori sono stati sostituiti con unità Koni.
La cinghia di distribuzione è stata cambiata nel 2011, con meno di 3.000 km percorsi da allora. Buona notizia, perché su questi V8 è l’unica cosa che non deve mai aspettare troppo a lungo. Una sostituzione in ritardo su questi motori si paga in modo molto concreto.
Hagerty valuta gli esemplari in buone condizioni tra i 35.000 e gli 80.000 euro, a seconda delle condizioni e della corrispondenza dei numeri. La Ferrari GT4 è rimasta a lungo sottovalutata rispetto alle sorelle più celebri, e quella finestra si sta chiudendo gradualmente da qualche anno. Cinquant’anni di incomprensioni. Poi il mercato, lentamente, ha ammesso che Bertone sapeva quello che faceva.




