in

Stellantis “affitta” le linee, Leapmotor evita il dazio UE: win-win?

Leapmotor produce la B10 in Spagna con Stellantis per evitare i dazi UE. Ecco come funziona la strategia "made in Europe" del marchio cinese.

leapmotor-b10

Il 30,7% è un numero che fa male, specie in fatto di dazi, come in questo caso. Fa male, abbastanza da affossare un modello di business, o da costringere a reinventarlo. Leapmotor ha scelto la strada conveniente, anche perché poteva (più o meno) serenamente.

Advertisement

Il dazio compensativo imposto da Bruxelles sulle elettriche importate dalla Cina non è stato per il marchio di Hangzhou una sentenza. Anzi, in qualche modo, ha funzionato da acceleratore. Il piano B, basato su assemblaggio europeo per una filiera continentale, era già in cantiere. I dazi lo hanno solo anticipato.

La B10, SUV compatto full electric pensato per l’Europa, ha avviato la pre-produzione a Figueruelas, nello stabilimento Stellantis di Saragozza. Un sito che, entro il 2026, punta a sfornare fino a 208.000 unità Leapmotor all’anno, dopo investimenti nell’ordine dei 200 milioni di euro.

Advertisement

Qui non si parla di semplice “assemblaggio da kit”. Quello è già stato fatto con la T03 in Polonia, e non è bastato né a spostare l’origine doganale né a migliorare il profilo ecologico del veicolo. Il progetto spagnolo è strutturalmente diverso: una catena del valore radicata sul territorio, con una gigafactory per batterie LFP sviluppata in partnership con CATL e siti dedicati a batterie e telai a Mallén e Borja, entrambi in Aragona.

leapmotor, fabbrica

L’obiettivo è che la B10 possa essere classificata come veicolo di origine europea, che è esattamente la condizione per aggirare il sovrapprezzo che la renderebbe non competitiva a 29.900 euro.

Il nodo cruciale è la filiera di primo livello. Leapmotor non si è limitata a usare le linee Stellantis, ma ha ricreato un sotto-livello di fornitori Tier 1 europei calibrati sulle proprie specifiche costruttive. Componenti progettati a Hangzhou, prodotti a Valencia o in Germania.

Advertisement

L’altra condizione non negoziabile è la velocità. In Cina, dall’idea alla produzione si impiegano 18-20 mesi. Aprire uno stabilimento e veder lievitare i tempi a 36 mesi per colpa di una rete di fornitori impreparata significherebbe perdere completamente il vantaggio competitivo. Inoltre, Stellantis ha convinto Leapmotor di poter garantire gli stessi standard qualitativi delle fabbriche cinesi.

È una scommessa industriale che vede velocità cinese, indirizzo europeo, dazi evitati. Almeno per ora, perché Bruxelles ha dimostrato di saper affinare le proprie definizioni quando il mercato trova scappatoie comode.