Jeep Recon 2026 è una di quelle auto che riescono a sorprendere già nei primi metri. Non tanto per il rumore, quanto per la sua assenza. Niente V6, nessun quattro cilindri, nessuna scalata: solo il rumore degli pneumatici sulle pietre mentre questo fuoristrada completamente elettrico affronta sentieri che metterebbero in difficoltà parecchi SUV tradizionali.
A raccontarlo è Larry Printz in una recensione pubblicata da Tribune News Service, dopo aver provato la nuova Recon sui percorsi fuoristrada a nord di Healdsburg, in California. Il giudizio è nel complesso positivo sulle capacità del mezzo, ma mette in evidenza anche quello che viene considerato il suo limite più evidente.
Jeep Recon 2026, la recensione di Larry Printz premia il fuoristrada ma critica l’autonomia
La Recon nasce per dimostrare che una Jeep elettrica può essere davvero una Jeep. E, almeno dal punto di vista delle capacità, secondo Printz ci riesce. I due motori elettrici sviluppano complessivamente 670 CV e 620 lb-ft di coppia, alimentati da una batteria da 100 kWh. Lo 0-60 mph viene coperto in appena 3,6 secondi.
La cosa che ha colpito maggiormente durante la prova, però, non è stata la velocità ma il controllo. L’acceleratore permette di dosare la potenza con grande precisione, aspetto fondamentale quando bisogna salire lentamente su una roccia senza ritrovarsi improvvisamente con tutta la coppia disponibile sulle ruote.
La dotazione tecnica è quella che ci si aspetta da una Jeep pensata per uscire davvero dall’asfalto: differenziale posteriore bloccabile elettronicamente, sospensioni a doppio braccio oscillante, capacità di guado di circa 60 centimetri e angoli di attacco e uscita di 33 gradi. Ci sono poi portiere rimovibili, finestrini posteriori e lunotto che possono essere tolti senza utilizzare attrezzi.
Qualche critica arriva invece dall’abitacolo. Alcuni materiali sono giudicati robusti, mentre altri appaiono piuttosto economici considerando il prezzo dell’auto. Promosso invece il touchscreen centrale da 14,5 pollici e soprattutto la telecamera anteriore, utile quando il cofano nasconde gli ostacoli davanti alla vettura.
Il problema più grande emerge però parlando di autonomia. La Recon Moab viene accreditata di circa 222 miglia, poco più di 350 km. Una percorrenza che, secondo la recensione, diventa un limite importante proprio perché questa Jeep nasce per raggiungere luoghi remoti, dove trovare una colonnina può essere tutt’altro che semplice.
Ed è qui che nasce la contraddizione evidenziata da Printz: la Recon è estremamente capace di portarti lontano, ma bisogna sempre conservare abbastanza energia per tornare indietro. Con un prezzo di 66.995 dollari, autonomia e costo restano quindi i due aspetti più difficili da ignorare.



