Stellantis ha deciso di intervenire in maniera molto più decisa sui costi. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha già messo in moto migliaia di iniziative che riguardano praticamente ogni area dell’azienda, dai componenti alla produzione, passando per logistica e qualità. L’obiettivo è ambizioso: arrivare entro il 2028 a 6 miliardi di euro di risparmi all’anno rispetto ai livelli del 2025. Il piano si chiama Value Creation Program, o VCP, ed è già entrato nella fase operativa sia in Europa sia in Nord America.
Stellantis vuole tagliare i costi senza impoverire i prodotti
A raccontare i primi passi del programma è stato Pablo Di Si, nuovo Chief Performance Officer di Stellantis, che insieme ad Antonio Filosa ha incontrato i dipendenti del gruppo in Nord America. L’idea di fondo è semplice: individuare dove l’azienda spende troppo, ridurre la complessità e rendere tutto più efficiente, cercando però di non compromettere qualità e prestazioni delle vetture.
Una delle aree su cui Stellantis sta lavorando di più è quella dei componenti e dei sottogruppi, che pesano per circa il 75 per cento sul costo complessivo di produzione di un’auto. Entro il 2026 il gruppo vuole passare al setaccio oltre l’80 per cento dei costi dei componenti acquistati in Europa e Nord America. La prima fase ha già riguardato circa il 35 per cento del valore totale e avrebbe fatto emergere migliaia di possibili interventi. In alcuni casi, anche una singola modifica potrebbe valere oltre 10 milioni di euro all’anno sul risultato operativo.
Il lavoro riguarda anche gli stabilimenti. Filosa ha parlato di migliaia di progetti destinati a migliorare l’efficienza produttiva, mentre in Nord America alcuni impianti dovrebbero arrivare a livelli vicini all’89 per cento. In Europa, invece, la capacità produttiva complessiva dovrebbe ridursi di oltre 800.000 vetture l’anno entro il 2030. Stellantis sostiene però di voler raggiungere questo obiettivo attraverso riconversioni, collaborazioni e spostamenti della produzione, senza puntare alla chiusura completa degli stabilimenti.
Anche la logistica verrà rivista in profondità. Il gruppo vuole accorpare le consegne, aumentare i carichi trasportati, sfruttare maggiormente gli spazi interni agli impianti e ridurre il numero dei magazzini. Alcuni depositi saranno quindi chiusi o accorpati, con l’obiettivo di abbassare i costi legati ad affitti, manutenzione e trasporti.
Un altro capitolo importante riguarda la qualità. Stellantis ritiene che ridurre guasti, interventi in garanzia e problemi tecnici possa generare risparmi importanti quanto una rinegoziazione dei prezzi con i fornitori. In altre parole, il piano non consiste soltanto nello spendere meno, ma anche nel cercare di evitare costi che nascono da difetti e inefficienze.
I soldi risparmiati serviranno infine a sostenere la nuova offensiva di prodotto. Stellantis vuole accelerare lo sviluppo dei veicoli e portare sul mercato oltre 60 nuovi modelli, provando allo stesso tempo a rendere la propria struttura industriale più semplice, efficiente e redditizia.


