Appena dopo la fine della guerra, l’Alfa Romeo presentava una berlina coupé da 5 metri con divano asimmetrico, tendina parasole comandabile dal posto guida e cassetto portaoggetti illuminato. Il lusso, nel 1946, prese successivamente il soprannome di “Gobbona”.
La 6C 2500S Freccia d’Oro nasce da un problema concreto: troppa manodopera, poche materie prime, e un reparto carrozzerie che rischiava di restare fermo. L’Alfa Romeo del dopoguerra viveva ancora di cabine per camion e motori diesel industriali. Serviva un’automobile, meglio se destinata a chi la guerra l’aveva attraversata senza danni.
I disegni partono già a fine 1945. Ferruccio Palamidessi e Giuseppe Scarnati, sotto la regia di Raimondo Gatti e Ivo Colucci, gli stessi che daranno forma alla futura 1900, tracciano una linea che rimarrà riconoscibilissima. La Freccia d’Oro nasce e cresce interamente al Portello: qualcosa arriva dalle berlinette Touring e dalla mai nata “Gazzella”, con i paraurti integrali, fusi con la carrozzeria e tinteggiati della stessa tinta. Un dettaglio che nel 1946 era tutt’altro che scontato.
Il veicolo definitivo Alfa Romeo arriva nell’estate di quell’anno. Due volumi aerodinamica in acciaio, 5 metri di lunghezza, abitacolo a bolla per cinque o sei passeggeri, telaio Sport con passo di 3 metri e motore con carburatore singolo doppio corpo.
La dotazione è completissima: portiere “infinite” che permettono l’accesso ai posti posteriori senza ribaltare la spalliera, luminosità della strumentazione regolabile, tappezzeria in panno o velluto a scelta, tettuccio apribile su richiesta. Tutto questo per 3 milioni e 200 mila lire.
La produzione parte nel 1947 e porta con sé i primi aggiornamenti: fanali unificati con il resto della gamma, strumentazione ridisegnata, tappezzeria ancora più ricca. Nel 1948 arriva il listello centrale nello scudetto e le griglie laterali vengono riquadrate. L’anno dopo, il motore sale da 90 a 93 cavalli, quanto basta per toccare i 155 km/h. Lunotto e luce laterale si allargano, l’autoradio diventa di serie, i cerchi cambiano disegno.
In tutto, la Freccia d’Oro viene costruita in circa 680 esemplari, fino al 1951. Poi arriva l’Alfa Romeo 6C 2500 GT, meno amata, meno ricordata.



