Stellantis non si nasconde più dietro le mezze misure e rilancia con un piano strategico, il chiacchieratissimo FaSTLAne 2030, che riorganizza l’intero ecosistema dei suoi 14 marchi in una gerarchia finalmente esplicita. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat salgono sul gradino più alto come marchi globali di riferimento. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo occupano il secondo livello, con vocazione regionale e segmenti definiti. DS e Lancia scivolano nella nicchia, mentre Maserati attende ancora una vera strategia dedicata.
Citroën ha trovato il modo di fare notizia due volte in una settimana. La prima con l’annuncio ufficiale di un nuovo modello ispirato alla 2CV, quindi con convenienza, leggerezza, praticità e carattere distintivo, tutto in elettrico, posizionato sopra l’Ami e sotto la e-C3. Un arrivo discusso da tanto tempo, oggetto di pettegolezzi e sogni proibiti di una schiera praticamente infinita di designer. Il tutto, per una fascia di mercato che in pochi avrebbero presidiato con coraggio.
La seconda, invece, arriva dagli angoli più creativi della rete. Mike G. dello studio mike.g.concepts, non ha aspettato che Citroën pensasse anche alla parte alta della gamma: lo ha fatto lui, rielaborando la SM per la fine degli anni Venti.

L’originale era una coupé prodotta dal 1970 al 1975, gran turismo di razza con sospensioni idropneumatiche e motore V6 Maserati, quella Maserati acquisita da Citroën nel 1968, dettaglio che non smette mai di stupire. Un’auto che univa tecnologia d’avanguardia e eleganza transalpina.

Il concept reimmaginato da Mike G. non tradisce l’originale. La silhouette è riconoscibile, gli elementi stilistici storici sopravvivono tradotti in un linguaggio minimalista e contemporaneo.

La motorizzazione è elettrica, come ci si aspetta, e l’aerodinamica è curata nei dettagli, ruote posteriori carenate, rivestimenti aerodinamici sulle anteriori, elementi in fibra di carbonio per contenere il peso. Un berlinone di lusso ipotetico, certo, ma costruito con la logica giusta.
