Stellantis guarda con attenzione a quello che sta accadendo negli Stati Uniti sul fronte delle auto cinesi. Donald Trump ha infatti aperto alla possibilità che i costruttori della Repubblica Popolare possano produrre direttamente negli USA, a patto però di aprire stabilimenti sul territorio e assumere lavoratori americani. Una posizione che arriva proprio mentre Stellantis sta tenendo ben separata la propria strategia statunitense dalle collaborazioni avviate con gruppi cinesi come Leapmotor e Dongfeng.
Stellantis osserva il nuovo scenario aperto da Trump
Trump è stato piuttosto chiaro: non avrebbe problemi con automobili cinesi costruite negli Stati Uniti da lavoratori americani. Diverso, invece, il discorso per vetture prodotte in Messico e poi esportate oltre confine, soluzione che il presidente non intende favorire. Il tema è particolarmente delicato perché oggi le auto cinesi sono di fatto escluse dal mercato statunitense da forti dazi e dalle restrizioni introdotte negli ultimi anni.
La dichiarazione arriva inoltre in un momento curioso per Stellantis. Solo pochi giorni fa Antonio Filosa aveva spiegato che il gruppo considera ormai gli Stati Uniti quasi come un mercato a sé. Per i modelli destinati al Nord America, Stellantis vuole affidarsi completamente a ingegneria e sviluppo locali, mentre le partnership con Leapmotor e Dongfeng continueranno a essere utilizzate soprattutto in Europa e negli altri mercati.
Questo non significa che Stellantis stia pensando di portare Leapmotor negli Stati Uniti. Al momento Filosa ha detto esattamente il contrario e non ci sono piani annunciati in questa direzione. Le parole di Trump, però, rendono meno scontato lo scenario futuro: se la politica americana dovesse davvero aprire alla produzione locale dei costruttori cinesi, le regole del gioco potrebbero cambiare.
Il contrasto è ancora più evidente considerando che l’Alliance for Automotive Innovation, associazione che rappresenta anche Stellantis insieme agli altri grandi costruttori presenti negli USA, ha chiesto al Congresso di rendere permanenti le restrizioni sulle vetture cinesi e sulle relative tecnologie connesse.
Per Stellantis il tema resta quindi particolarmente interessante. Il gruppo sta già sfruttando tecnologia, piattaforme e capacità di sviluppo dei partner cinesi fuori dagli Stati Uniti, ma sul mercato americano segue una strada completamente diversa. Le dichiarazioni di Trump non cambiano per ora i programmi annunciati da Filosa, ma introducono una variabile nuova in un mercato che finora sembrava destinato a restare completamente chiuso ai costruttori cinesi.


