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Ferrari brevetta una soluzione estrema: la carrozzeria potrebbe cambiare forma in movimento

Un brevetto Ferrari svela soluzioni di aerodinamica attiva ancora più sofisticate, con una hypercar dotata di alettone estensibile e coda lunga capace di cambiare forma in movimento. Il progetto potrebbe migliorare efficienza e carico aerodinamico, mentre un’altra soluzione destinata alla Purosangue prevede fanali posteriori mobili. Tecnologie suggestive, ma non ancora confermate per la produzione.

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Il futuro delle supercar è ancora tutto da scrivere, soprattutto per quanto riguarda motori e sistemi di elettrificazione. Su un punto, però, Ferrari sembra avere le idee molto chiare: l’aerodinamica continuerà ad avere un ruolo fondamentale. A confermarlo è un nuovo brevetto depositato presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti, nel quale compaiono soluzioni particolarmente elaborate che potrebbero trovare spazio sulle sportive del Cavallino dei prossimi anni.

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La cosa che colpisce subito è la vettura scelta da Ferrari per illustrare il funzionamento del sistema. Nei disegni compare infatti quella che sembra una hypercar a motore centrale, con proporzioni molto estreme e un aspetto diverso dai modelli attualmente presenti nella gamma di Maranello.

Ferrari studia un’aerodinamica attiva ancora più sofisticata

Il frontale è molto basso e affilato, con alcuni elementi che ricordano vagamente la recente 849 Testarossa. È però osservando il posteriore che il brevetto diventa decisamente più interessante. Qui compaiono grandi aperture, feritoie e soluzioni che sembrano prendere ispirazione dal mondo delle competizioni e, in alcuni dettagli, persino dalla Formula 1.

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L’elemento più curioso è un sistema mobile installato nella zona posteriore. Nei disegni si vede un grande alettone estensibile accompagnato da una barra luminosa. Nella normale marcia quest’ultima rimarrebbe posizionata sotto l’ala, mentre in determinate condizioni potrebbe spostarsi verso l’esterno insieme ad altri elementi della carrozzeria.

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Il risultato sarebbe una sorta di coda lunga attiva, capace di modificare la forma della vettura mentre è in movimento. Un concetto che ricorda, almeno nel principio, alcune soluzioni adottate sulla McLaren W1, ma che Ferrari sembra voler interpretare a modo proprio.

Lo scopo potrebbe essere quello di avere due configurazioni differenti senza dover scegliere un compromesso fisso. Alle alte velocità la parte posteriore potrebbe allungarsi per migliorare l’efficienza aerodinamica e gestire meglio il flusso dell’aria, mentre durante la frenata o nella guida più sportiva il sistema potrebbe cambiare posizione per aumentare il carico sulle ruote posteriori.

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Sotto questa struttura trova spazio anche un diffusore di dimensioni molto generose, ulteriore indizio di quanto Ferrari stia lavorando sulla gestione dei flussi nella parte inferiore e posteriore delle sue future vetture.

Non è detto, comunque, che l’auto disegnata nel brevetto anticipi una nuova hypercar destinata alla produzione. Le case automobilistiche utilizzano spesso forme puramente illustrative per proteggere una determinata tecnologia. È quindi molto più interessante concentrarsi sul sistema aerodinamico che sulla vettura utilizzata per mostrarlo.

E il progetto non sembra riguardare soltanto le supercar. Tra i disegni depositati compare infatti anche una Ferrari Purosangue, modificata con un altro particolare sistema aerodinamico attivo. In questo caso sarebbero addirittura i gruppi ottici posteriori a poter cambiare posizione. I fanali potrebbero inclinarsi verso il basso e modificare così il modo in cui l’aria raggiunge il piccolo spoiler montato nella zona posteriore.

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Una soluzione apparentemente semplice, ma che mostra quanto ormai ogni elemento della carrozzeria possa diventare parte integrante dell’aerodinamica. Non più soltanto alettoni che si alzano o flap nascosti, dunque, ma intere superfici capaci di modificare forma o inclinazione a seconda delle condizioni di guida.

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Del resto Ferrari lavora da anni su questo fronte. Modelli come LaFerrari, SF90 Stradale e F80 hanno progressivamente aumentato l’utilizzo di sistemi attivi, sfruttando anche l’esperienza maturata nelle competizioni per ottenere carico aerodinamico quando serve senza penalizzare troppo la velocità massima o i consumi.

Come sempre quando si parla di brevetti, non esiste alcuna certezza che queste tecnologie finiscano effettivamente su una Ferrari di produzione. Un costruttore può proteggere un’idea anche molto tempo prima di utilizzarla, oppure decidere di non portarla mai su strada. Il fatto che Maranello stia studiando contemporaneamente applicazioni per una hypercar e per la Purosangue suggerisce però quanto il lavoro sull’aerodinamica attiva sia destinato a diventare sempre più importante nella prossima generazione delle sue auto.

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