Una nuova interpretazione in scala 1:8 della Ferrari 849 Testarossa è stata sviluppata nell’atelier inglese di Amalgam Collection. In questa veste, la sportiva emiliana viene proposta in due colori audaci, non visti nelle repliche precedenti.
Ancora una volta si conferma la bravura suprema di chi firma l’opera. Tanto di cappello agli artigiani specializzati che danno vita a queste edizioni straordinarie. Incredibile la qualità delle finiture e dei dettagli, tenendo conto del dimensionamento.
Come scritto in altre circostanze, in assenza di riferimenti dimensionali, nelle foto sembra di essere al cospetto della vera coupé del “cavallino rampante“. A rendere possibile tanta finezza ha concorso la collaborazione diretta della casa di Maranello, che ha fornito i progetti CAD e le specifiche dei materiali e dei colori.
La replica in tinta Rosso Fiammante della Ferrari 849 Testarossa, con interno Nero e Blu Elettrico, è destinata a prendere forma in 199 esemplari. Edizione limitata, nello stesso volume produttivo, per la variante in tinta Giallo Ambra con interno Tortora e accenti in Giallo Siena.
Il prezzo, in entrambi i casi, si fissa a quota 17.995 euro. Possibile la dilazione in quattro rate senza interessi. Anche così, però, l’idea dell’acquisto può essere coltivata solo da chi non vive nelle ristrettezze di un reddito basso. La cosa è ovvia: il lusso e la qualità si pagano e fanno selezione.
Protagonista del nuovo trattamento cromatico offerto da Amalgam Collection è la Ferrari 849 Testarossa, che cattura l’interesse sia per la collocazione nel listino del “cavallino rampante”, sia per le scelte stilistiche audaci firmate da Flavio Manzoni.
Se le performance e la tecnica mettono d’accordo praticamente tutti, il design divide inevitabilmente gli appassionati, accendendo discussioni animate sul web. Dal punto di vista puramente ingegneristico, questa berlinetta ibrida plug-in raccoglie l’eredità della SF90 Stradale, spingendo più in alto che mai l’asticella delle “rosse” di gamma “ordinaria”.
La propulsione, come dicevamo, è ibrida. Il maggior vigore energetico giunge dal motore termico V8 biturbo da 4.0 litri collocato in posizione centrale-posteriore, che mette sul piatto 830 cavalli. Altri 220 giungono dalle tre unità elettriche (due sull’asse anteriore e una sul posteriore), portando la potenza massima complessiva a quota 1.050 cavalli. Roba da hypercar.
Grazie anche alla trazione integrale on-demand, le metriche prestazionali sono al top: scatto da 0 a 100 km/h in meno di 2,3 secondi, da 0 a 200 km/h in 6,35 secondi, velocità massima superiore ai 330 km/h. Sono numeri che lasciano senza fiato, ma ancor più incisivo, nella percezione della forza dinamica della Ferrari 849 Testarossa, è il tempo sul giro messo a segno sulla pista di Fiorano, pari a 1 minuto, 17 secondi e 50 centesimi. Solo vetture estreme come la F80 e la SF90 XX Stradale fanno meglio di lei sul circuito di casa.
Il nome iconico di questa sportiva deriva, come per le altre che ne hanno fatto uso negli anni, dal colore rosso dei coperchi delle punterie, mentre la sigla 849 indica l’architettura a 8 cilindri con circa 490 centimetri cubi di cilindrata unitaria. Le turbine usate per il modello sono le più grandi mai viste su una “rossa” di serie. Facile intuire il tenore della spinta.
Molto evoluto il pacchetto aerodinamico, specie sul fronte della deportanza. Qui ci sono ben 415 kg di downforce a 250 km/h. Per chi cerca il massimo in pista, il pacchetto opzionale Assetto Fiorano taglia 30 kg grazie a carbonio e titanio, adottando sospensioni Multimatic dedicate. Se la meccanica è straordinaria e mette tutti d’accordo, qualche perplessità emerge sul look, che fa discutere.
La silhouette generale è aggressiva e muscolosa, con richiami storici affascinanti come le alette posteriori che ricordano le leggendarie 512 S e 512 M. Tuttavia, emergono alcune soluzioni stilistiche opinabili: la fascia verticale nera dietro le portiere appare come una pesante stonatura visiva, uno sforzo creativo evitabile, che rompe l’armonia delle linee.
Il raccordo anteriore nero tra i fari di questa Ferrari richiama la storica 365 GTB/4 Daytona ma non è proprio il massimo. Sicuramente la Testarossa degli anni ’80 giocava su un altro pianeta in termini di purezza iconica. Comunque, anche la nuova nata sa fare presa nel cuore della gente. La sua resa è migliore dal vivo.






Fonte | Amalgam Collection
