Un video di Sport Auto mette a confronto la Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano con una Porsche 911 GT3 Manthey-Kit (992.1). Quest’ultima, giovandosi dell’effetto dopante del suo tuning, sfida la “rossa” sulla Nordschleife del Nürburgring. La leggendaria pista tedesca è stata scelta per il nuovo duello fra i due marchi, legati da una grande e storica rivalità.
Con l’intento di rendere più affidabile il match, al volante della coppia di supercar si è alternato lo stesso pilota-collaudatore di auto sportive: Christian Gebhardt. Parliamo di uno che conosce l’Inferno Verde tedesco come le sue tasche e che ha partecipato alla 24 Ore del Nürburgring per ben 20 volte consecutive dal 2007.
La Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano e la Porsche 911 GT3 Manthey protagoniste del confronto calzano le stesse gomme. Stiamo parlando degli pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 R. Il duello ha preso forma nell’ambito del Supertest che Sport Auto organizza fra le auto sportive più celebrate.
La Porsche protagonista della “gara” col cronometro è nata pensando alla pista (un po’ come accade alla 296 Speciale), mentre la “belva” italiana scelta per il confronto è in versione meno estrema, anche se dotata dell’Assetto Fiorano. Pur essendo meno specialistica della rivale tedesca, non paga dazio nella danza fra i cordoli, non solo per la superiore potenza, ma soprattutto per la straordinaria finezza del suo progetto.
La Ferrari 296 GTB Assetto Fiorano è affilata come la lama di un rasoio, anche in pista, pur garantendo comfort e usabilità quotidiana. Cosa che invece diventa più problematica con la Porsche 911 GT3 con kit Manthey. Quest’ultima, pur sotto l’effetto del tuning, eroga i 510 cavalli di potenza massima standard, contro gli 830 della supercar emiliana. Alla fine riesce a siglare un tempo quasi uguale alla “rossa”, con 6’59″42, contro i 6’58″70, sulla leggendaria Nordschleife.
Il Manthey-Kit trasforma la Porsche 911 GT3 (generazione 992) in una macchina da pista estrema. A parità di motore (con il 4.0 litri ad alimentazione atmosferica che resta invariato), il tuning agisce su aerodinamica, assetto e freni, generando fino a 540 chilogrammi di deportanza a 285 km/h. In questa veste il tempo al Nürburgring si riduce di circa 4 secondi.
L’ala posteriore è maggiorata, per massimizzare la downforce. Davanti ci sono uno spoiler ottimizzato e dei flap laterali per bilanciare meglio il carico. L’estrattore posteriore è più pronunciato e concorre all’efficienza aerodinamica. Interventi sono stati eseguiti anche su assetto e ciclistica.
Poi ci sono i cerchi forgiati e alleggeriti, che riducono le masse non sospese, per un migliore comportamento dinamico. Il kit comprende anche altri elementi, tutti orientati alle prestazioni in pista. Ne deriva un risultato di alta gamma. Qui, però, siamo più legati alla vettura del “cavallino rampante”, sulle cui caratteristiche facciamo un breve ripasso.
Ora si attende la sua erede, ma il progetto della Ferrari 296 GTB continua ad essere attualissimo e di riferimento. Siamo al cospetto di una delle auto sportive più entusiasmanti in termini di piacere di guida. Al volante gratifica così tanto da non temere il confronto con mezzi di livello più alto.
Con l’Assetto Fiorano la sua efficacia, su strada e in circuito, si esalta ulteriormente. Non siamo però ai livelli estremi della Porsche 911 GT3 o della 296 Speciale. Questo non significa che non sia una belva da pista: tutt’altro. Stupisce anzi come riesca a volare fra i cordoli pur mantenendo una guidabilità quotidiana da granturismo.
A Maranello hanno fatto un vero miracolo con questa magnifica creatura, impeccabile sul piano tecnico, al netto di alcune disquisizioni sul frazionamento, che trovano esaudiente risposta al volante.
Nata per rimpiazzare la F8 Tributo, la Ferrari 296 GTB ne ha elevato significativamente il profilo prestazionale, anche se ha scelto di rinunciare a due cilindri. Così, forse, perde qualche nota di blasone, ma il sound è migliore di quello della progenitrice, evocando le alchimie musicali delle sorelle maggiori spinte da un motore V12.
Anche il bilanciamento e i numeri energetici sono di un livello superiore. Pure qui c’è la sovralimentazione biturbo, ma con l’aggiunta della componente elettrica, perché siamo al cospetto di un powertrain ibrido. Il suo epicentro è il V6 biturbo da 3 litri di cilindrata, che mette sul piatto 663 cavalli a 8.000 giri al minuto. A questi vanno aggiunti i 167 cavalli espressi dal motore elettrico, per una potenza combinata di 830 cavalli.
Le prestazioni sono al top, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi, da 0 a 200 km/h in 7.3 secondi e una velocità massima di 330 km/h. Sublime l’handling, ancora oggi sorprendente, nonostante l’auto sia stata lanciata nel 2021. A voi il video del match con la Porsche. Buona visione!

