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Stellantis Canada, i dazi spaventano l’industria: «Non so se torneremo mai a zero»

Stellantis inaugura a Windsor un nuovo centro tecnologico per batterie mentre l’industria automobilistica tra Canada e Stati Uniti affronta nuove tensioni commerciali. Il presidente di Stellantis Canada, Trevor Longley, avverte che potrebbe non tornare mai un commercio a dazi zero, sottolineando come l’incertezza pesi su investimenti, produzione e competitività nel Nord America.

Centro di ricerca Windsor 1

Per decenni l’industria automobilistica ha attraversato il confine tra Canada e Stati Uniti quasi senza accorgersene. Componenti, motori e vetture complete viaggiano quotidianamente tra Ontario e Michigan, all’interno di una filiera costruita nel tempo come se i due Paesi fossero un unico grande polo produttivo. Le nuove tensioni commerciali stanno però incrinando questo equilibrio. Lo ha messo bene in evidenza anche il numero uno di Stellantis in Canada.

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Stellantis Canada apre un nuovo centro batterie a Windsor

Il tema è emerso con forza a Windsor, dove Stellantis ha inaugurato un nuovo centro tecnologico dedicato allo sviluppo e alla sperimentazione delle batterie. La struttura supporterà veicoli elettrici, ibridi e modelli ad autonomia estesa, diventando uno dei tasselli canadesi del piano FaSTLAne 2030. Il gruppo aveva annunciato già da tempo la volontà di affiancare al centro di Mirafiori un impianto nordamericano specializzato nei test di pacchi, celle e sistemi di gestione delle batterie.

A margine dell’apertura, Trevor Longley, presidente e amministratore delegato di Stellantis Canada, si è trovato a rispondere soprattutto alle domande sui dazi. Interpellato da CarBuzz sulla possibilità di ripristinare un commercio automobilistico completamente privo di tariffe, il manager non ha nascosto le proprie perplessità: «Non sono sicuro che riusciremo a tornare a zero».

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windsor, canada stellantis

Una frase breve, ma sufficiente a raccontare il clima che si respira nel settore. Per un costruttore che investe e produce su entrambi i lati del confine, l’incertezza rende difficile decidere dove assegnare un modello, organizzare i fornitori o programmare gli investimenti dei prossimi anni. Stellantis impiega circa 10.000 persone in Canada e rappresenta uno dei principali datori di lavoro automobilistici del Paese.

Longley ha ricordato che il gruppo è presente sul territorio canadese da un secolo e continuerà ad adattarsi, ma ha ammesso che le variabili in gioco sono ormai numerose. La revisione dell’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada sarà decisiva per stabilire quali costi l’industria dovrà sostenere e quanto resterà competitivo produrre in Ontario per esportare verso il mercato americano. Anche nei mesi scorsi il manager aveva sottolineato come l’accesso agli Stati Uniti resti essenziale per impianti come quello di Windsor.

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stellantis USA

Il nuovo centro batterie nasce dunque in una fase tutt’altro che semplice. Il piano FaSTLAne 2030 prevede oltre 60 nuovi modelli, numerose proposte ibride ed elettriche e una forte concentrazione degli investimenti sul Nord America. Per realizzarlo, però, Stellantis chiede prima di tutto regole stabili: «Vogliamo assicurarci che gli investimenti vadano nella direzione giusta e permettano di costruire un’attività redditizia e produttiva».