La ripresa di Stellantis c’è, ma non si vede allo stesso modo ovunque. Negli Stati Uniti il gruppo guidato da Antonio Filosa ha ritrovato una spinta che mancava da tempo, mentre in Europa continua a fare i conti con un mercato più lento, nervoso e soprattutto meno redditizio. È qui che si gioca la partita più delicata per il nuovo CEO.
Negli Stati Uniti Stellantis ha cambiato passo
Il dato che salta subito agli occhi riguarda il Nord America. Nel secondo trimestre le consegne sono cresciute del 38 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A fare la differenza sono stati soprattutto Jeep e Ram, due marchi fondamentali per gli equilibri del gruppo e ancora molto forti tra gli automobilisti americani.
Negli ultimi anni, però, Stellantis aveva perso terreno. I prezzi erano saliti troppo, alcuni modelli non erano disponibili nelle quantità richieste e nelle concessionarie si erano accumulate vetture difficili da vendere. Una situazione che aveva allontanato parte della clientela e indebolito il gruppo proprio nel mercato che storicamente garantisce i margini più elevati.
Adesso qualcosa sembra essersi rimesso in moto. L’arrivo di nuove versioni, una politica commerciale più attenta e una gamma più vicina ai gusti americani hanno riportato interesse attorno ai marchi del gruppo. Non significa che tutti i problemi siano stati risolti, ma rispetto a un anno fa il clima è cambiato.
In Europa, invece, Stellantis continua a faticare. Le consegne sono cresciute leggermente, ma dietro questo miglioramento si nasconde una realtà molto più complicata. Il mercato è affollato, i clienti rinviano spesso l’acquisto di un’auto nuova e la concorrenza sui prezzi è diventata durissima.
A pesare sono anche i costruttori cinesi, ormai presenti con modelli elettrici ben equipaggiati e proposti a cifre aggressive. Per non perdere quote, Stellantis deve ricorrere più spesso a promozioni, sconti e finanziamenti. Le vendite possono anche salire, ma il guadagno su ogni vettura si assottiglia.

Il gruppo è comunque tornato all’utile e i ricavi del trimestre hanno mostrato un miglioramento. Sono segnali positivi, anche se il mercato si aspettava qualcosa in più.
Il vero banco di prova resta quindi l’Europa. Servono automobili nuove, prezzi più accessibili e una gamma capace di parlare meglio ai clienti. Negli Stati Uniti Stellantis ha ritrovato velocità. Da questa parte dell’Atlantico, invece, deve ancora convincere fino in fondo.
