Pratola Serra continua a viaggiare a ritmi sostenuti e si conferma uno degli stabilimenti Stellantis più importanti in Italia. Nei primi sei mesi del 2026, dalle linee dell’impianto irpino sono usciti circa 276 mila motori. Un numero che fotografa bene il momento positivo del sito e, più in generale, il peso assunto dalla Campania nella produzione italiana del gruppo.
A Pratola Serra si lavora senza ammortizzatori sociali
Il dato emerge dal report della Fim-Cisl dedicato agli stabilimenti Stellantis. A livello nazionale, il primo semestre si è chiuso con una crescita del 13,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Le auto prodotte sono state 158.193, con un aumento del 27,7 per cento. I veicoli commerciali si sono invece fermati a 94.030 unità, il 4 per cento in meno rispetto a un anno fa.
A Pratola Serra non sono attualmente utilizzati ammortizzatori sociali e la produzione continua senza particolari rallentamenti, sulla scia dei risultati già raggiunti nel 2025.

Circa l’80 per cento dei motori costruiti è destinato ai veicoli commerciali. Il restante 20 per cento viene invece utilizzato sulle automobili. Il prodotto centrale resta il B 2.2 diesel Euro 6.4, montato soprattutto sul Fiat Ducato e sugli altri modelli della gamma Stellantis Pro One.
Lo stesso motore viene prodotto anche per il Sud America, dove stanno entrando in vigore le nuove normative PL8. Prosegue intanto, anche se con numeri progressivamente più bassi, la lavorazione del 1.6 Multijet Euro 6 Final.
Per sostenere gli attuali volumi sono presenti nello stabilimento circa 110 lavoratori arrivati temporaneamente da Termoli, Cassino e Melfi. A questi si aggiungono 40 giovani assunti con contratto di somministrazione fino al 31 luglio.

Anche la vicina Pomigliano d’Arco mantiene un ruolo centrale. Nei primi sei mesi dell’anno ha prodotto 79.050 automobili, praticamente la metà dell’intera produzione nazionale di Stellantis. Fiat Pandina è salita a 70.820 unità, con un aumento del 5 per cento. Alfa Romeo Tonale ha invece perso terreno, scendendo a 8.230 esemplari, il 18,6 per cento in meno rispetto al 2025.
Secondo la Fim-Cisl, l’anno potrebbe chiudersi con circa 500 mila veicoli prodotti in Italia. Per avvicinarsi ai livelli del 2023 serviranno però buoni risultati dai modelli già presenti e, soprattutto, dai nuovi arrivi attesi negli stabilimenti.
