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Stellantis rialza la testa: ricavi a 43,5 miliardi e ritorno all’utile nel secondo trimestre 2026

Stellantis mostra segnali di ripresa nel secondo trimestre 2026 con ricavi netti in crescita del 13% a 43,5 miliardi di euro e un ritorno all’utile netto per 300 milioni. Trainano il Nord America e il flusso di cassa positivo, mentre l’Europa resta il punto debole. Confermata la guidance 2026.

Stellantis

Stellantis comincia a vedere qualche spiraglio dopo una lunga fase segnata da vendite deboli, margini in calo e una profonda revisione delle proprie attività. I risultati del secondo trimestre 2026 raccontano di un gruppo ancora lontano dai livelli raggiunti negli anni migliori, ma finalmente capace di mostrare segnali più convincenti, soprattutto sul fronte dei ricavi e della generazione di cassa.

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Stellantis torna a crescere nel trimestre: ricavi in aumento, utile netto positivo e cassa solida

Tra aprile e giugno il gruppo automobilistico ha registrato ricavi netti per 43,5 miliardi di euro, il 13% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. A fare la differenza è stato soprattutto il Nord America. Anche l’utile netto è tornato in territorio positivo, raggiungendo 300 milioni di euro.

L’utile operativo rettificato, il cosiddetto AOI, si è attestato a 800 milioni di euro, con un margine dell’1,8%. Il miglioramento rispetto al secondo trimestre del 2025 è stato di 120 punti base. La redditività resta contenuta, ma il dato indica che le misure adottate negli ultimi mesi stanno iniziando a produrre effetti concreti.

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Quasi tutte le regioni hanno chiuso il trimestre con margini positivi. L’unica eccezione è stata l’Europa allargata, dove il margine operativo è rimasto negativo per lo 0,6%. È proprio il mercato europeo a continuare a rappresentare il punto più delicato, nonostante un leggero aumento delle vendite.

Un segnale incoraggiante arriva anche dal flusso di cassa industriale, positivo per un miliardo di euro. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, il miglioramento è stato pari a un miliardo, nonostante circa 300 milioni di euro di uscite legate agli oneri contabilizzati nella seconda metà del 2025.

Stellantis conserva inoltre una posizione finanziaria solida. La liquidità industriale disponibile ha raggiunto 44,1 miliardi di euro, pari al 27% dei ricavi netti stimati su dodici mesi. Il dato rimane all’interno della fascia obiettivo indicata dal gruppo, compresa tra il 25% e il 30%.

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Antonio Filosa ha parlato di progressi continui, indicando nel Nord America il principale motore del recupero. Il CEO ha sottolineato il miglioramento registrato da ricavi, risultato operativo e flusso di cassa, confermando la fiducia negli obiettivi finanziari fissati per il 2026.

In Nord America i ricavi sono aumentati del 32%, mentre le vendite sono cresciute del 6%. Per Stellantis si tratta del quarto trimestre consecutivo concluso con volumi superiori rispetto all’anno precedente, un risultato che assume ancora più valore considerando la lieve flessione del mercato statunitense.

Negli Stati Uniti il gruppo è riuscito infatti a fare meglio di un mercato sceso dello 0,3%. A sostenere la crescita sono stati soprattutto alcuni modelli centrali per Jeep, Ram, Dodge e Chrysler. Le vendite al dettaglio di Jeep Grand Wagoneer sono aumentate del 43%, mentre Ram 1500 e Dodge Durango hanno messo a segno una crescita del 9%. Chrysler Pacifica ha invece chiuso il trimestre con un incremento del 7%.

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La quota di mercato nordamericana di Stellantis è salita al 7,4%, con un guadagno di 40 punti base su base annua. Il risultato è stato favorito dall’arrivo di nuove versioni, da una maggiore scelta di motorizzazioni e dalla ripresa di Ram, che negli Stati Uniti ha aumentato le vendite di circa l’11%.

Buone notizie sono arrivate anche dal Messico, dove le immatricolazioni sono cresciute del 17%. Considerando anche Leapmotor, l’aumento raggiunge il 19%. Il gruppo ha così archiviato il secondo trimestre più forte mai registrato nel Paese.

In Europa il quadro rimane molto più complicato. Le vendite nei mercati EU30 sono aumentate del 3% e del 7% includendo Leapmotor, ma la quota di mercato è scesa al 16%. I ricavi sono rimasti sostanzialmente invariati e la regione continua a non generare utili.

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Stellantis riesce quindi a vendere qualche vettura in più, ma deve ancora fare i conti con costi industriali elevati, forte pressione sui prezzi e stabilimenti che in diversi casi lavorano al di sotto delle proprie potenzialità. Il recupero dei volumi, da solo, non basta a riportare la regione in territorio positivo.

Una parte della crescita è arrivata dai modelli costruiti sulla piattaforma Smart Car, sviluppata per ridurre i costi e rendere più accessibili le nuove vetture del gruppo. Tra i modelli più importanti c’è la Fiat Grande Panda, la cui gamma è stata ampliata con l’arrivo della versione dotata di motore a combustione interna.

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Nei prossimi mesi Stellantis proverà a rafforzarsi nel segmento dei C-SUV con DS N°7, Lancia Gamma e Jeep Compass 4xe. Modelli chiamati non soltanto ad aumentare le vendite, ma anche a migliorare i margini in una fascia di mercato particolarmente importante per l’Europa.

Il gruppo mantiene nel frattempo la leadership nei veicoli commerciali leggeri, con una quota del 28,7% nell’EU30. Prosegue anche l’espansione di Leapmotor, che ha moltiplicato per sei le proprie vendite rispetto allo stesso trimestre del 2025.

In Sud America i ricavi sono cresciuti del 6%, nonostante vendite in calo del 2%. Stellantis conserva comunque il primo posto nella regione con una quota del 19,1% e continua a guidare sia il mercato brasiliano sia quello argentino.

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In Brasile Ram ha aumentato le vendite del 10% nel trimestre e di circa il 30% nel solo mese di giugno, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel mercato dei pickup. Anche Medio Oriente e Africa hanno mostrato una discreta capacità di tenuta: le vendite sono diminuite del 6%, ma in un mercato regionale sceso di circa l’8%.

Più difficile la situazione in Asia-Pacifico, dove le vendite sono calate del 29%, o del 22% includendo Leapmotor. A pesare è stata soprattutto la flessione della Peugeot 408. Stellantis sta cercando di reagire aumentando la presenza industriale locale, con l’avvio dell’assemblaggio della Leapmotor C10 in Malesia e la nuova collaborazione con Dongfeng per modelli Peugeot e Jeep destinati al mercato cinese.

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Il gruppo ha confermato la guidance finanziaria per il 2026, pur stimando un impatto netto dei dazi compreso tra uno e 1,2 miliardi di euro. Gli investimenti e le spese per ricerca e sviluppo dovrebbero rappresentare tra il 6,5% e il 7% dei ricavi netti, in linea con FaSTLAne 2030.

La seconda parte dell’anno dovrebbe offrire risultati più consistenti soprattutto nel quarto trimestre. Il periodo tra luglio e settembre sarà condizionato dalla pausa produttiva estiva, mentre negli ultimi mesi del 2026 Stellantis conta di beneficiare maggiormente dei nuovi modelli e degli interventi avviati per migliorare l’efficienza delle proprie attività.