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Stellantis, lo stabilimento di Brampton fa gola a Roshel: in gioco migliaia di posti di lavoro

Lo stabilimento Stellantis di Brampton potrebbe essere riconvertito alla produzione di veicoli blindati per la difesa, attirando l’interesse di Roshel. L’azienda canadese punta a espandersi per un maxi appalto del governo da 6 miliardi di dollari, che potrebbe creare migliaia di posti di lavoro e dare un futuro al sito oggi fermo.

Stellantis Brampton

Lo stabilimento Stellantis di Brampton potrebbe presto cambiare volto. Non più automobili destinate al grande pubblico, almeno nell’immediato, ma veicoli blindati per il settore della difesa. A guardare con grande interesse alla fabbrica canadese è Roshel, azienda nata appena dieci anni fa e cresciuta a una velocità che ha finito per rendere insufficienti gli spazi attuali.

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Roshel valuta lo stabilimento Stellantis di Brampton per produrre veicoli blindati

Oggi Roshel lavora in circa 400.000 piedi quadrati tra produzione, ricerca e sviluppo. Una superficie importante, ma ormai troppo piccola per i programmi che l’azienda ha davanti. Per sostenere la prossima fase di crescita servirebbe uno stabilimento vicino ai due milioni di piedi quadrati, quindi quasi cinque volte più grande.

La ragione è legata a un enorme appalto del governo canadese. La gara prevede la costruzione di un numero compreso tra 1.600 e 2.100 veicoli utilitari leggeri, oltre a 400-500 rimorchi. Il valore complessivo potrebbe arrivare fino a 6 miliardi di dollari. Il governo ha deciso di riservare la commessa alle imprese canadesi e avrebbe ormai ristretto la scelta a due candidati. Roshel è ancora in corsa.

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Per l’azienda sarebbe un salto enorme. Roshel fornisce già veicoli blindati all’Ucraina e a diversi Paesi della NATO, tra cui Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito. Ma un ordine di queste dimensioni richiederebbe centinaia di nuove assunzioni entro la fine dell’anno e, in prospettiva, migliaia di posti di lavoro.

“Molte aziende automobilistiche si sono ritirate dal Canada”, ha spiegato l’amministratore delegato Roman Shimonov. “Il settore della difesa può diventare un’alternativa concreta e riportare al lavoro migliaia di persone”.

Per farlo, però, serve una fabbrica pronta in tempi rapidi. Ed è qui che entra in gioco Brampton. Lo stabilimento Stellantis è sostanzialmente fermo dal 2023. L’ultimo veicolo ha lasciato la linea ormai da tempo, gran parte dei circa 3.000 dipendenti è rimasta a casa e la Jeep Compass, che avrebbe dovuto rilanciare il sito, è stata assegnata a una fabbrica dell’Illinois.

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Stellantis continua a parlare della ricerca di “un futuro sostenibile” per l’impianto, ma a Brampton la pazienza sta finendo. Il sindacato Unifor vuole risposte e il sindaco Patrick Brown considera “inaccettabile” l’ipotesi di attendere fino al 2031 per una possibile ripartenza.

Roshel, intanto, sembra già essersi mossa. Shimonov ha lasciato intendere che i primi contatti per trovare nuovi spazi produttivi siano iniziati, mentre la decisione sull’appalto è attesa nelle prossime settimane.