Stellantis è diventata il nuovo bersaglio della satira australiana. A prendere di mira il gruppo è stato The Betoota Advocate, uno dei siti più noti del Paese, famoso per il suo modo dissacrante e spesso brutale di raccontare politica, economia e attualità. Questa volta l’occasione è arrivata dalla decisione di sospendere le importazioni delle auto Fiat in Australia, ma agli autori è bastato poco per allargare il tiro a quasi tutta la galassia Stellantis.
La satira australiana prende di mira Stellantis mentre Fiat crolla, Peugeot rallenta e Citroën esce dal mercato
Nel mirino sono finiti Citroën, DS Automobiles, Jeep, Chrysler, Dodge, Alfa Romeo, Lancia e Ram. Il tono è quello tipico del Betoota Advocate: parolacce, battute feroci e giudizi volutamente estremi. Marchi molto diversi tra loro vengono messi tutti insieme, senza troppe distinzioni tra modelli nuovi, auto ormai datate e vetture che non sono più in produzione da anni.
È chiaramente satira e l’esagerazione fa parte del gioco. Stavolta, però, gli autori hanno trovato un terreno particolarmente favorevole. I dati di vendita di Stellantis in Australia, infatti, raccontano una situazione difficile da nascondere dietro comunicati e promesse di rilancio.

Nei primi sei mesi del 2026 Fiat ha venduto appena 144 automobili nel Paese, il 30,4 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Stellantis ha inoltre confermato che non ordinerà altri esemplari di Fiat 500e e Abarth 500e. Almeno non per il momento.
Le poche vetture ancora disponibili stanno andando verso l’esaurimento e il gruppo sta cercando di capire che cosa servirebbe per riportare Fiat nei radar degli automobilisti australiani. Nuovi modelli, prezzi più competitivi, una rete commerciale più visibile o forse una strategia completamente diversa. Le risposte, per ora, non ci sono.
Va meglio a Fiat Professional. Scudo e Ducato continuano a essere commercializzati e nel solo mese di giugno i furgoni del marchio hanno trovato 139 acquirenti. Un numero che colpisce, perché è quasi identico alle vendite ottenute dalle autovetture Fiat in sei mesi.
Neppure Peugeot attraversa un momento tranquillo. Inchcape, l’attuale importatore australiano, ha deciso di interrompere la collaborazione con Stellantis. Il gruppo sostiene che Peugeot non lascerà il mercato e che verrà introdotto un nuovo sistema di distribuzione, ma non ha ancora spiegato come funzionerà né chi prenderà il posto dell’attuale partner.
Nel frattempo le immatricolazioni continuano a calare. Nei primi cinque mesi del 2026 Peugeot ha venduto 373 auto, circa il 35 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2025 erano state 1.350, nel 2023 oltre 2.500. Nel 2007 il marchio era arrivato a 8.807 unità. Il confronto restituisce bene la dimensione del ridimensionamento.
Per Citroën, invece, la partita si è già chiusa. Nel novembre 2024 il marchio ha interrotto la vendita di nuove automobili in Australia dopo più di un secolo di presenza. È rimasta soltanto l’assistenza per chi possiede già una vettura.
Il vero problema per Stellantis è che il mercato australiano non sta affatto rallentando. Nel giugno 2026 sono stati venduti 140.058 veicoli nuovi, il miglior risultato mensile mai registrato nel Paese. Nello stesso mese Peugeot si è fermata a 54 unità, Alfa Romeo a 35 e Jeep ad appena 28.

Leapmotor, distribuita proprio da Stellantis, ne ha consegnate 250. Un dato quasi ironico: il giovane marchio cinese sta facendo meglio di diversi nomi storici del gruppo, alcuni presenti sul mercato da decenni.
Il Betoota Advocate ha calcato la mano, arrivando a dipingere Stellantis come il produttore delle peggiori auto del mondo. Una provocazione evidente, che mette sullo stesso piano vetture riuscite, modelli meno convincenti e prodotti ormai appartenenti al passato. Dietro le battute, però, resta una domanda seria: come può un gruppo con così tanti marchi avere una presenza tanto debole in uno dei mercati automobilistici più vivaci del momento?
