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Peugeot 302: compie 90 anni la berlina del “leone” elegante e aerodinamica

La Peugeot 302, berlina di classe medio-alta lanciata nel 1936, celebra nel 2026 i 90 anni. Erede innovativa della 301 e influenzata dalla rivoluzionaria 402, si distinse per linee aerodinamiche, fari integrati nella calandra, comfort superiore e motore 1.758 da 43 CV. Apprezzata all’epoca, oggi è un’icona del design francese.

Peugeot 302
Foto Stellantis

La Peugeot 302 era una berlina di classe medio-alta, nata per prendere il posto della 301. Rispetto alla progenitrice seguiva un approccio molto più innovativo e radicale. Con lei, il sofisticato e rivoluzionario approccio della 402, lanciata qualche mese prima, trovò applicazione in un segmento di mercato più ampio e accessibile.

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Per i contenuti portati in dote, la 302 viene considerata oggi una delle espressioni più riuscite dell’automobile francese del suo decennio. Nel 2026 si celebra il 90° compleanno del modello, portato al debutto quando le lancette del tempo segnavano il 1936.

Oggi pochi conoscono questa vettura, ma nella storia del marchio francese di cui si fregia ha scritto pagine importanti. La Peugeot 302 stupisce ancora. Grazie al suo stile sorprendentemente moderno e alla sua impostazione progettuale ha fatto scuola. Molte tendenze che caratterizzarono il design automobilistico europeo degli anni successivi trovarono applicazione in anticipo sul suo corpo.

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Anche l’accuratezza dello studio aerodinamico seppe precorrere i tempi, per quanto riguarda il prodotto di serie. La scienza dei flussi, fino a quel momento relegata quasi esclusivamente al mondo delle corse e delle auto sperimentali, ebbe in lei un’applicazione concreta nel listino commerciale.

La casa del “leone” percepì in anticipo, rispetto ad altri costruttori, l’importanza di una buona scorrevolezza dell’aria per migliorare il comfort, ridurre i consumi e migliorare le performance dinamiche. Sulla Peugeot 302 questo cambiamento culturale e tecnico superò la dimensione accademica, per tradursi in vantaggio condiviso su vasta scala.

Nata in un periodo di grande trasformazione per l’industria automobilistica internazionale, la berlina in esame fece tesoro, come già scritto, della strada aperta dalla 402 del 1935, il cui look segnava una decisa rottura rispetto alle vetture squadrate in voga nel suo tempo storico. Con lei le forme divennero più sinuose.

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Un approccio, quest’ultimo, seguito anche nell’impostazione estetica della Peugeot 302, che si presenta agli occhi con linee fluide, scorrevoli e di grande identità estetica. Più compatta rispetto alla sorella maggiore, non era comunque una vettura piccola.

La sua lunghezza di circa 4,5 metri si spingeva oltre gli standard dell’epoca, specie rispetto al suo segmento di mercato. Questa estensione regalava una presenza scenica importante e, soprattutto, notevole spazio a bordo, per un maggior comfort dei passeggeri.

Ciò che colpisce maggiormente della Peugeot 302 è però il quadro stilistico, di grande effetto scenico. Ancora oggi i suoi tratti morbidi, armoniosi e sfuggenti fanno presa nel cuore degli appassionati. Guardandola si ha l’impressione di essere al cospetto di un’auto più recente rispetto alla sua età anagrafica.

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Uno degli elementi più innovativi era rappresentato dai fari anteriori integrati direttamente all’interno della calandra. Al centro di questa prendeva vita una nervatura che raggiungeva lo specchio di coda, tagliando idealmente a metà il corpo vettura e persino il parabrezza, scisso in due unità simmetriche. Il tutto con grande naturalezza e senza forzature, a riprova della bontà del design.

La spinta della Peugeot 302 era affidata a un motore a quattro cilindri in linea da 1.758 centimetri cubi di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 43 cavalli a 4.000 giri al minuto, per una punta velocistica nell’ordine dei 105 km/h. Non era una cifra da gara, ma risultava assolutamente competitiva per una vettura della sua classe dimensionale e commerciale, destinata a un utilizzo borghese e turistico.

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Nonostante il deterioramento del quadro politico europeo, che portò alla sua uscita di scena già nel 1938, l’auto del “leone” ottenne una buona accoglienza, come testimonia la costruzione di oltre 25 mila esemplari.

Alla berlina, la casa madre affiancò alcune varianti particolarmente raffinate, che oggi suscitano grande interesse collezionistico. Su tutte, la Cabriolet e la celebre Eclipse, una delle primissime vetture di serie dotate di tetto rigido retrattile in metallo: una sorta di anticipazione delle moderne coupé-cabriolet. Che dire? Chapeau!

Fonte | Stellantis