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Stellantis rilancia l’Italia al Mimit: Fiat corre, Mirafiori assume e parte la sfida ai colossi cinesi

Stellantis presenta al Tavolo automotive un quadro più positivo per l’Italia, con vendite in crescita, produzione in aumento e meno cassa integrazione. Fiat guida la ripresa, mentre Mirafiori punta sulla 500 elettrica, sulle batterie e sull’economia circolare. Restano però forti le pressioni della concorrenza cinese e la richiesta di nuove regole europee sul Made in Europe.

stellantis mirafiori

Mentre l’industria automobilistica europea attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi decenni, tra transizione elettrica, domanda debole e avanzata dei costruttori asiatici, Stellantis prova a riportare fiducia nelle fabbriche italiane. Dal Tavolo automotive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è emerso un quadro più positivo rispetto ai mesi scorsi, anche se accompagnato da richieste precise all’Unione Europea.

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Stellantis rilancia la produzione in Italia: Fiat guida la ripresa, Mirafiori assume e il gruppo prepara nuove mosse contro i marchi cinesi

I vertici del gruppo hanno presentato i primi risultati del Piano Italia, sottolineando una ripresa delle immatricolazioni e della produzione nazionale. Nei primi sei mesi dell’anno, le vendite dei marchi Stellantis in Italia sono cresciute di quasi il 7%. Considerando anche Leapmotor, il marchio cinese commercializzato attraverso la rete del gruppo, l’incremento si avvicina al 16%.

A trascinare i numeri è soprattutto Fiat. La Pandina resta l’auto più acquistata dagli italiani e continua a rappresentare un punto fermo in un mercato sempre più frammentato. Anche Fiat Professional mantiene la leadership nei veicoli commerciali, settore decisivo per artigiani, imprese e flotte aziendali.

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La ripresa della domanda ha avuto effetti diretti sugli stabilimenti. La produzione italiana è aumentata di circa il 14% nel semestre, consentendo di ridurre il ricorso alla cassa integrazione in diverse fabbriche. Un segnale importante dopo anni segnati da volumi in calo, turni ridotti e forte incertezza sul futuro occupazionale.

Uno dei progetti più rilevanti riguarda Mirafiori. Nel 2027 la Fiat 500 elettrica riceverà un aggiornamento tecnico, con nuove batterie sviluppate e prodotte a Torino. L’obiettivo è migliorare autonomia, costi e competitività di un modello penalizzato finora da un mercato elettrico europeo cresciuto più lentamente del previsto. Dal 2030 arriverà invece una nuova generazione della 500, proposta in più versioni.

Il rilancio del polo torinese non passa però soltanto dalle automobili. A Mirafiori vengono prodotti i cambi elettrificati eDCT destinati ai modelli ibridi, mentre l’hub di economia circolare si occupa della rigenerazione di motori, trasmissioni e batterie. Nello stesso complesso lavorano oltre 3.000 ingegneri nelle attività di ricerca e sviluppo. La crescita delle attività ha già portato all’inserimento di circa 400 lavoratori e a una riduzione superiore al 70% degli ammortizzatori sociali.

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Sul futuro resta però l’incognita della concorrenza cinese. Dal 2019 il mercato europeo ha perso circa tre milioni di veicoli, soprattutto utilitarie e piccoli furgoni, segmenti nei quali l’industria italiana è tradizionalmente forte. Nel frattempo, i marchi cinesi hanno superato il 10% del mercato continentale.

Per reagire, Stellantis prepara 50 novità in Europa nei prossimi cinque anni: 25 modelli inediti e 25 aggiornamenti. Circa il 40% degli investimenti globali del gruppo sarà destinato al continente.

Insieme a Volkswagen e Renault, Stellantis chiede inoltre nuove regole sul “Made in Europe”. Gli incentivi dovrebbero essere riservati ai costruttori che producono nell’Unione almeno il 70% delle auto vendute in Europa, utilizzando una quota simile di componenti locali. Nel calcolo dovrebbero rientrare anche progettazione, ricerca e ingegneria, mentre per le batterie viene proposta la produzione europea obbligatoria dal 2030.

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