Il motore V8 non era un capriccio a quanto pare. Antonio Filosa lo ha capito molto prima di presentare il piano industriale di Stellantis a maggio: riportare il motore V8 negli Stati Uniti non era nostalgia, era parte integrante (e importante) della strategia. Il suo predecessore lo aveva eliminato in nome dell’efficienza. Gli americani non l’avevano perdonato e Filosa ha corretto il tiro, con il mercato che ha risposto, neanche a dirlo, comprando.

I dati preliminari del secondo trimestre 2026 parlano chiaro. Stellantis ha venduto quasi 1,6 milioni di unità nel mondo, con una crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il traino è arrivato dal Nord America, dove le immatricolazioni sono balzate del 38% tra aprile e giugno, a quota 445.000 unità.
Il Ram 1500 con motore V8 è tornato, assieme alla versione TRX SRT. La Dodge Charger SIXPACK, disponibile a due e quattro porte, con sei cilindri, ha ricordato a tutti che una muscle car senza anima è solo una “berlina sbagliata”. Le rinnovate Jeep Grand Wagoneer, Grand Cherokee e la Chrysler Pacifica hanno fatto il resto. Ecco quindi un catalogo ridisegnato attorno a ciò che il pubblico americano aveva smesso di trovare nei concessionari Stellantis.

In Europa il quadro è diverso, ma la direzione è positiva. Il mercato del Vecchio Continente segna un +5%, con 39.000 unità in più rispetto al Q2 2025. A muovere i volumi sono i modelli sulla piattaforma Smart Car, Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Frontera, Fiat Grande Panda, proposti con benzina, mild hybrid ed elettrico a prezzi accessibili nel segmento delle piccole.
Leapmotor, il costruttore cinese in joint venture con Stellantis, ha contribuito con 33.000 unità, 25.000 in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. T03 e B10 stanno trovando spazio in un mercato che cerca elettrico a basso costo senza troppe rinunce.
Il piano presentato a maggio prevede la piattaforma STLA One come colonna vertebrale dei prossimi lanci, con Fiat, Jeep, Peugeot e Ram in prima fila tra i quattordici brand del gruppo.
Difficile, ma non impossibile, che basterà un V8 a rimettere in carreggiata un Gruppo che negli ultimi anni ha bruciato molta della sua credibilità. Intanto siamo davanti a un inizio migliore di quanto chiunque si aspettasse.
