A Goodwood il Tridente porta in scena qualcosa che non si vedeva da vent’anni: una Maserati che vuole correre davvero. La Project GT4 debutta al Festival of Speed 2026 con l’obiettivo di entrare nelle competizioni GT4 nel 2028. Non è un concept, evidentemente, ma un progetto serio, con una data.

La base è la GranTurismo. Dal modello stradale Maserati arriva l’architettura della scocca in alluminio, già ottimizzata, già leggera, e soprattutto il motore Nettuno, V6 biturbo da tre litri con tecnologia di combustione a precamera derivata dalla Formula 1. Nelle configurazioni da competizione quel motore ha già superato i 700 CV, abbastanza per prendere sul serio la questione.
Il lavoro di trasformazione è sostanziale. Rispetto alla GranTurismo di serie, la Project GT4 adotta la trazione posteriore, sospensioni derivate dalla versione Trofeo e ammortizzatori regolabili. Il dato più eloquente, circa 400 kg in meno, un paso necessario e decisivo.

L’aerodinamica è studiata da zero per il circuito, splitter, dive planes, cofano con aperture dedicate, e l’abitacolo è stato ridisegnato in chiave agonistica con roll cage, serbatoio da gara e impianto frenante con raffreddamento specifico. Andrea Bertolini, collaudatore capo e pluricampione del mondo GT, ha messo la firma sullo sviluppo.

La Project GT4 si inserisce in un programma motorsport che Maserati sta ricostruendo con metodo. Prima il ritorno alle gare con la GT2 nel 2023, poi la MCXtrema per i clienti che vogliono la pista pura. Adesso, appunto, questo progetto GT4. Vincent Biard, responsabile di Maserati Corse, inquadra il progetto come evoluzione naturale del percorso, portando nella categoria GT4 il patrimonio tecnico e operativo accumulato con la GT2.
L’occasione non potrebbe essere più simbolica. Il 2026 è l’anno in cui Maserati celebra il centenario del Tridente, cento anni di storia che includono la MC12, quella che nei primi anni Duemila ha fatto a pezzi il campionato GT1. La livrea della Project GT4 ci ricorda tutto questo con un Tridente che percorre la carrozzeria dal tetto alla coda, cento piccoli simboli blu, una fascia bianca anteriore che richiama le Maserati da corsa storiche. Blu e giallo per Modena, dove il progetto è nato.
