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Nuova Autobianchi Bianchina, il sogno moderno che riporta in scena un mito italiano

Le immagini digitali di Bruno Callegarin immaginano una nuova Autobianchi Bianchina in chiave moderna: una citycar rétro, compatta e accessibile, proposta come quadriciclo pesante L7e per contenere costi e vincoli. Il concept prevede versioni termica o elettrica, mentre tornano anche le indiscrezioni su un possibile ritorno del marchio Autobianchi con Stellantis.

Nuova Autobianchi Bianchina

La nuova Autobianchi Bianchina torna al centro della fantasia degli appassionati grazie a una serie di immagini digitali pubblicate nei giorni scorsi sui social dal creatore indipendente Bruno Callegarin. Non si tratta di un progetto ufficiale, ma di una rilettura moderna di uno dei modelli più riconoscibili della storia Autobianchi, immaginato in chiave urbana, compatta e accessibile.

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Un render immagina la nuova Autobianchi Bianchina come citycar rétro elettrica o termica

L’idea di Callegarin parte da una domanda semplice: come potrebbe tornare oggi la Bianchina? La risposta è una piccola vettura dal gusto rétro, con forme morbide, tetto chiaro a contrasto, fari rotondi e proporzioni pensate per richiamare il modello originale senza cadere nella semplice copia nostalgica. Il risultato è una citycar dal carattere elegante, quasi da boutique urbana, ma con un’impostazione molto concreta.

Lo stesso autore ha spiegato sui social di aver immaginato la vettura come quadriciclo pesante di categoria L7e, una scelta pensata anche per contenere i costi legati agli ADAS obbligatori sulle auto tradizionali. In questa configurazione, la nuova Bianchina sarebbe equiparata ai motocicli e guidabile dai 16 anni con patente B1. I limiti sarebbero quelli tipici della categoria: velocità massima generalmente intorno agli 80 o 90 km/h, potenza non superiore a 15 kW, massa a vuoto entro i 450 kg per il trasporto passeggeri e abitacolo a due posti.

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Sul piano tecnico, Callegarin ipotizza due strade. Da una parte una piccola motorizzazione termica da 500 cc con potenza massima di circa 20 CV. Dall’altra una versione elettrica con motore da 15 kW, più coerente con l’immagine urbana e moderna del progetto. In entrambi i casi, la filosofia sarebbe quella di un veicolo leggero, semplice, pensato per la città e per chi cerca una mobilità diversa dalle classiche utilitarie.

Il tema Autobianchi, però, oggi va oltre l’esercizio creativo. Nelle ultime settimane sono tornate a circolare indiscrezioni secondo cui Stellantis starebbe valutando il ritorno del marchio, almeno in forma simbolica, attraverso una versione speciale della Fiat Pandina. Una mossa che servirebbe anche a evitare possibili controversie con il governo italiano sui marchi storici inattivi.