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Fiat Pandina e Autobianchi: dietro l’omaggio c’è il braccio di ferro con il governo

Fiat Pandina potrebbe diventare il nuovo fronte di scontro tra Stellantis e governo italiano. Un prototipo camuffato fa pensare a una serie speciale Tributo Autobianchi, forse entro il 2027, pensata per mantenere vivo il marchio storico e tutelarne i diritti. L’omaggio non prevede novità tecniche, ma solo dettagli estetici su base Pandina Cross.

Fiat Pandina Tributo Autobianchi render

Fiat Pandina potrebbe diventare il nuovo terreno di scontro, silenzioso ma molto concreto, tra Stellantis e il governo italiano. Un prototipo completamente camuffato del piccolo modello è stato avvistato durante alcuni test su strada nei pressi del centro tecnico della casa torinese. Le immagini circolate mostrano solo pochi dettagli, ma abbastanza per far pensare a una serie speciale legata al nome Autobianchi.

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Stellantis prepara una Pandina speciale per salvare il marchio Autobianchi e sfidare la nuova norma del governo sui brand storici italiani

Le foto spia, che raccontano più per ciò che nascondono che per ciò che mostrano, lasciano intravedere una Pandina con diversi elementi coperti: la parte bassa delle portiere, le modanature laterali, i cerchi in lega e persino le calotte degli specchietti. Dettagli che fanno pensare a una versione celebrativa, probabilmente battezzata Fiat Pandina Tributo Autobianchi, attesa entro il 2027.

Il punto, però, va oltre l’operazione nostalgia. Dietro questa edizione speciale ci sarebbe una scelta strategica precisa di Stellantis: mantenere vivo il marchio Autobianchi ed evitare il rischio di perderne i diritti. Il nome, scomparso da anni dalle concessionarie, rientra infatti tra quei marchi storici italiani inattivi che il governo vuole tutelare attraverso una nuova normativa. L’obiettivo dell’esecutivo è impedire che sigle importanti della storia industriale nazionale restino inutilizzate troppo a lungo, aprendo la strada a un possibile recupero.

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Per Stellantis, quindi, riportare Autobianchi su un modello di serie, anche solo in forma commemorativa, potrebbe essere il modo più rapido per dimostrare che quel marchio non è abbandonato. Una mossa semplice nella forma, ma pesante nei rapporti con Roma. Perché la questione non riguarda soltanto un badge su una carrozzeria: riguarda la proprietà industriale, il valore dei marchi storici e il controllo del patrimonio automobilistico italiano.

La Pandina scelta per questo tributo sembra partire da una configurazione vicina alla Cross, con elementi dal look più robusto, come la piastra paramotore anteriore. L’edizione speciale dovrebbe puntare soprattutto sull’estetica: dettagli dedicati, cerchi specifici, finiture più curate e probabilmente interni personalizzati. Non sono invece attese modifiche tecniche. La base resterebbe quella già nota, con motore FireFly tre cilindri 1.0 da 65 CV, tecnologia mild hybrid a 12 volt e cambio manuale a sei marce.

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Il caso Autobianchi potrebbe non essere isolato. Anche Innocenti si trova in una posizione simile, altro nome storico oggi fermo ma ancora carico di valore simbolico. Stellantis potrebbe quindi essere chiamata a decidere se riattivare altri marchi attraverso operazioni mirate, magari ancora con Fiat o con altri modelli del gruppo. Sullo sfondo resta un braccio di ferro tutto italiano: da una parte il governo, deciso a proteggere i marchi dormienti; dall’altra Stellantis, intenzionata a non perdere pezzi importanti della propria eredità.