Stellantis non intende vendere né cedere, neppure in parte, lo stabilimento di Cassino. A dirlo è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, durante l’aggiornamento del Piano industriale regionale a Roma. Una precisazione importante, arrivata in una fase molto delicata per il sito laziale e per l’intero comparto dell’automotive del territorio.
Cassino, lo stabilimento Stellantis resta fermo e un nuovo stop produttivo fa crescere l’ansia tra lavoratori e indotto, in attesa di risposte
Secondo Rocca, in passato ci sarebbero stati contatti con altri investitori, ma quell’ipotesi sarebbe ormai tramontata. Il governatore ha assicurato che la Regione continuerà a mantenere alta l’attenzione sul dossier. “Stiamo sul pezzo, non molliamo l’osso”, ha detto, ricordando quanto la presenza di Stellantis sia decisiva per Cassino e per tutta l’area circostante. Nei prossimi passaggi istituzionali, la Regione sarà anche a Torino per approfondire alcune proposte che potrebbero essere presentate in autunno.
Intanto, però, dalle linee produttive arrivano segnali tutt’altro che rassicuranti. Per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Cassino e per le aziende dell’indotto è arrivata un’altra doccia fredda: l’azienda ha comunicato un nuovo fermo produttivo dal 13 al 17 luglio per i reparti di montaggio, lastratura e verniciatura. Uno stop che prolunga una fase già pesante e che, di fatto, riduce quasi a zero l’attività lavorativa del mese.

I cancelli dello stabilimento sono chiusi dallo scorso 26 giugno. La riapertura, inizialmente prevista per il 6 luglio, era poi slittata con l’ipotesi di una ripartenza graduale da lunedì 13 luglio. Nelle ultime ore, invece, è arrivata la nuova comunicazione della direzione aziendale: un’altra settimana di blocco totale. Una decisione che ha spento le speranze di una ripresa immediata.
Il quadro per i dipendenti è sempre più difficile. Se non ci saranno ulteriori cambiamenti, luglio inizierà davvero solo il 20. Nella migliore delle ipotesi, il mese si chiuderà con appena sette o otto giorni di lavoro effettivo. Numeri che pesano sui salari, sull’organizzazione delle famiglie e sulle prospettive di centinaia di addetti, senza contare le ricadute sulle imprese collegate allo stabilimento.
La vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ha ricordato che martedì prossimo è previsto un tavolo al Mimit sull’automotive. Stellantis, ha spiegato, ha contattato la Regione per condividere le proprie posizioni. Ma nel territorio cresce la richiesta di risposte più chiare sul futuro industriale.

Di fronte all’incertezza, la FIM CISL Frosinone ha convocato un consiglio direttivo straordinario per il 15 luglio all’Hotel Boschetto di Cassino. L’incontro, dedicato a Stellantis e all’indotto, servirà a fare il punto sulla crisi e a definire le prossime iniziative sindacali. Al centro resta una richiesta semplice e pesante: rispetto per i lavoratori e un futuro concreto per uno stabilimento che continua a essere vitale per Cassino.
