Una Ferrari 365 GTB/4 Daytona del 1971 sarà battuta all’asta nella sessione di vendita organizzata per metà agosto, da Gooding Christie’s, a Pebble Beach (USA). L’auto destinata a passare di mano è quella con telaio numero 14203. Si tratta di una delle 12 della specie consegnate in Giallo Dino. Questo la rende ancora più rara ed appetibile dal punto di vista collezionistico. La percorrenza accumulata nel tempo si fissa a circa 52 mila miglia: non troppe, vista l’età del mezzo.
Al momento non si hanno molte notizie sul lotto, ma presto la scheda di vendita sarà arricchita di tutte le informazioni utili a ponderare meglio l’acquisto, per chi può permetterselo. Ignoti anche i valori di stima, ovviamente fuori dal radar dei comuni mortali.
Sappiamo tuttavia alcune cose. Per esempio che questa Ferrari 365 GTB/4 Daytona è con specifiche americane, con aria condizionata e vetri elettrici. La coupé emiliana di cui ci stiamo occupando ha preso parte nel 2015 al rally vintage Copperstate 1000. Il suo stato di forma sembra ottimo, da un’ispezione formale basata sulle foto pubblicate in rete dalla casa d’aste incaricata della vendita.
Una cosa è certa: l’interesse per il lotto non mancherà, perché qui c’è l’essenza romantica del marchio del “cavallino rampante“. Questa sportiva è un mito intramontabile, capace di sfidare il tempo con la forza di uno stile e di un carisma davvero distintivi. Il suo arrivo ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’automobile. Del resto, stiamo parlando di una delle “rosse” più celebrate di sempre, capace di dispensare emozioni al top e di evocare un fascino che non conosce rughe.
Cuore pulsante della Ferrari 365 GTB/4 Daytona è un maestoso motore V12 da 4.4 litri di cilindrata, disposto in posizione anteriore longitudinale. Questa unità propulsiva sviluppa una potenza massima di 352 cavalli: la cifra era impressionante per l’epoca. Da brivido le prestazioni, in relazione al suo tempo storico, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6.1 secondi, da 0 a 400 metri in 14.2 secondi, da 0 a 1.000 metri in 25.1 secondi e una punta velocistica di 280 km/h. Quest’ultima mette paura anche oggi.
Splendide pure le alchimie sonore provenienti dal cuore. A Maranello, d’altronde, con i motori ci hanno sempre saputo fare, non solo per la spinta vigorosa ma anche per le musicalità meccaniche. Qui le note che escono dagli scarichi sono da grande orchestra, il giusto condimento per un’esperienza sensoriale inebriante nelle sue dinamiche.
Sotto lo splendido abito disegnato da Leonardo Fioravanti per Pininfarina, dove si miscelano in modo lodevole gli elementi stilistici, trova spazio una ciclistica raffinata. Lo chassis è composto da un traliccio di tubi in acciaio a sezione ellittica e circolare. Per ottimizzare la distribuzione dei pesi, i tecnici scelsero lo schema transaxle, abbinando il propulsore anteriore a un cambio manuale a 5 marce collocato al retrotreno, in blocco col differenziale autobloccante.
Il comportamento stradale della Ferrari 365 GTB/4 Daytona è assecondato da sospensioni a ruote indipendenti con quadrilateri sovrapposti, mentre il compito di smorzarne le danze e garantire la necessaria sicurezza in frenata è affidato a un impianto con dischi autoventilati, assistiti da servofreno.
Svelata al pubblico in occasione del Salone dell’Automobile di Parigi del 1968 e prodotta fino al 1974, questa coupé proponeva una distribuzione dei volumi simile alla precedente 275 GTB/4, ma con un taglio delle linee molto più affilato, dominato dal celebre e lungo cofano anteriore.
Ogni elemento della sigla racconta una sfumatura della sua scheda tecnica: 365 indica la cilindrata unitaria in centimetri cubi, GTB è l’acronimo di Gran Turismo Berlinetta, 4 è il numero degli alberi a camme in testa. E l’appellativo Daytona? Quello non è ufficiale: si tratta di un soprannome in omaggio alla storica tripletta conseguita nel 1967 dalla Ferrari nella celebre 24 Ore americana, quando tre vetture del “cavallino rampante” tagliarono in parata la linea del traguardo, entrando di diritto nella leggenda.
Fonte | Gooding Christie’s
