in

Nuova Citroen 2CV, la Francia storce il naso: componenti cinesi e produzione a Napoli

La nuova Citroën 2CV è al centro di indiscrezioni che parlano di un progetto europeo solo in parte: design francese, piattaforma derivata da Leapmotor e produzione a Pomigliano d’Arco. La mini-car elettrica, lunga circa 3,50 metri e sotto i 15.000 euro, potrebbe debuttare come concept a Parigi.

nuova Citroën 2CV

La futura nuova Citroen 2CV promette già di far discutere, e non soltanto per il peso enorme del nome che porta con sé. Stellantis e Citroën, almeno ufficialmente, restano molto prudenti, quasi sfuggenti. Parlano di progetto europeo, di piattaforma collaborativa, di ritorno a una mobilità semplice e accessibile. Ma dietro le parole misurate del gruppo, in Francia iniziano a circolare parecchie perplessità.

Advertisement

La nuova Citroën 2CV solleva qualche perplessità in Francia per l’utilizzo di componenti cinesi e la produzione in Italia

Il motivo è chiaro: la piccola che dovrebbe riportare in vita uno dei simboli più amati dell’automobile francese rischia di essere francese solo nel design. Per il resto, secondo le indiscrezioni, la tecnologia arriverebbe dalla Cina e la produzione sarà affidata all’Italia, più precisamente allo stabilimento di Pomigliano d’Arco, vicino Napoli.

La futura mini-car Citroën dovrebbe infatti utilizzare una piattaforma derivata da quella di Leapmotor, il partner cinese di Stellantis. Il gruppo non lo conferma apertamente, limitandosi a parlare di una base tecnica condivisa, ma l’ipotesi più concreta porta a una versione rivista dell’attuale Leapmotor T03. Una scelta pragmatica, pensata per tagliare i costi e ridurre i tempi di sviluppo, soprattutto considerando che Stellantis non dispone oggi di una piattaforma interna davvero adatta a una vettura elettrica così compatta ed economica.

Advertisement

Anche sulla produzione Citroën mantiene una certa ambiguità, ma la destinazione appare ormai tracciata: Pomigliano. La nuova Citroen 2CV nascerebbe quindi nello stesso polo industriale dove Stellantis intende concentrare parte della sua offensiva sulle city car elettriche, accanto ai progetti Fiat. Una prospettiva positiva per l’Italia, ma destinata a far discutere in Francia, dove il ritorno di un mito nazionale con telaio cinese e catena di montaggio napoletana non viene accolto da tutti con entusiasmo.

Il progetto dovrebbe prendere forma pubblicamente con un concept al Salone dell’Auto di Parigi, mentre il lancio commerciale è atteso entro circa due anni. La vettura sarà lunga intorno ai 3,50 metri, quindi più piccola dell’attuale Citroën C3, e dovrebbe posizionarsi sotto la soglia psicologica dei 15.000 euro.

Advertisement

L’obiettivo è chiaro: riportare Citroën nel cuore del mercato popolare, quello lasciato scoperto dalla scomparsa delle piccole auto economiche. La vecchia C1, uscita di scena dopo oltre un milione di unità vendute, ha lasciato un vuoto che il marchio vuole colmare con un modello elettrico semplice, urbano e accessibile.

La scelta dell’elettrico puro per la nuova Citroen 2CV sembra ormai definitiva. In una prima fase Stellantis avrebbe valutato anche soluzioni ibride, care soprattutto a Fiat, ma una microcar elettrica consente ingombri minori, abitacolo più sfruttabile e una migliore compatibilità con le nuove regole europee sui piccoli veicoli a zero emissioni.