A maggio 2026, BYD ha venduto più auto di Citroën in Europa. Il confronto vede 32.380 unità contro 31.665. Un sorpasso che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato pura fantascienza industriale, e che oggi è invece un dato Dataforce da leggere con calma, possibilmente seduti.
Nel 2020 i marchi cinesi vendevano in Europa circa 36.000 veicoli in tutto l’anno. A maggio 2026 ne hanno immatricolati 121.030 in un solo mese, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento del 97% e una quota di mercato record del 10,7%. BYD guida questa ondata, scalzando persino SAIC, la casa madre di MG, come primo gruppo cinese per volumi nel mercato europeo. Nella classifica continentale dei marchi, BYD occupa ora il dodicesimo posto, appena davanti a Citroën, tredicesima. Alle sue spalle restano nomi come Mini, Cupra, Fiat, Ford e Tesla.

Il mercato complessivo europeo è cresciuto del 3,4% nello stesso periodo. Ford, Nissan, Mercedes, Volkswagen, Stellantis, Toyota e Renault hanno invece visto i propri volumi diminuire. Il confronto non è benevolo per nessuno dei grandi storici.
Nel 2024 BYD aveva già venduto 50.265 veicoli in Europa. Nel 2025 le auto completamente elettriche del marchio di Shenzhen hanno raggiunto un +143% sull’anno precedente. Leapmotor segna +487% a maggio, Chery +243%, Xpeng +138%. La società di consulenza AlixPartners prevede una quota di mercato cinese del 16% in Europa entro il 2030, con una capacità produttiva esterna alla Cina che potrebbe toccare i 3,4 milioni di veicoli l’anno, parte dei quali assemblati in stabilimenti europei oggi sottoutilizzati.

Per Citroën, essere superata da un marchio che cinque anni fa era praticamente invisibile sul Continente ha un peso simbolico che va oltre il singolo mese. È lo specchio di una ristrutturazione profonda del mercato europeo, silenziosa quanto inesorabile. L’ondata cinese non sembra aver ancora trovato il suo limite.
