L’emergenza caldo che in questi giorni sta mettendo sotto pressione Torino arriva anche dentro lo stabilimento Stellantis di Mirafiori. Dopo i blackout registrati in città e lo stop già annunciato alle carrozzerie fino a lunedì compreso, causato dalla carenza di componenti legata alla chiusura dello stretto di Hormuz, ora a preoccupare sono le condizioni di lavoro negli uffici e in alcune aree tecniche del complesso industriale.
Sindacati denunciano climatizzatori guasti e acqua finita a Mirafiori: negli uffici si superano i 30 gradi, lavorare diventa difficile
A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf, che denunciano il malfunzionamento degli impianti di climatizzazione in diversi spazi aziendali. Una criticità che, con temperature esterne particolarmente elevate, rischia di trasformare una normale giornata di lavoro in una situazione di forte disagio per impiegati, tecnici e personale impegnato nelle attività di progettazione.
Secondo quanto riferito dai rappresentanti dei lavoratori, i problemi riguarderebbero in particolare gli uffici del Corpo 5 e alcune aree del Centro Ricerche Fiat di via Plava, dove si svolgono attività legate alla progettazione ingegneristica. In diversi locali, le temperature avrebbero superato i 30 gradi, con punte ancora più alte negli spazi tecnici, rendendo complicato lavorare in condizioni adeguate.
Alla questione della climatizzazione si sarebbe aggiunto anche un altro problema concreto: in alcuni distributori sarebbe terminata la disponibilità di acqua potabile. Un elemento che ha ulteriormente irrigidito la posizione dei sindacati, soprattutto in un momento in cui il caldo intenso rende fondamentale garantire ai lavoratori ambienti sicuri, ventilati e dotati dei servizi essenziali.

Per le sigle sindacali, la situazione richiede un intervento immediato da parte dell’azienda. La richiesta è chiara: ripristinare il corretto funzionamento degli impianti, verificare le condizioni degli ambienti di lavoro e assicurare la presenza di acqua potabile in tutte le aree interessate.
Il caso Mirafiori si aggiunge così a un quadro già complesso per il sito torinese, tra fermate produttive, tensioni industriali e nuove emergenze quotidiane. Questa volta, però, il tema non riguarda solo la produzione, ma la dignità e la sicurezza di chi lavora ogni giorno all’interno dello stabilimento.
