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Mobilità, gli italiani non rinunciano all’auto ma rinviano l’acquisto

In Italia l’auto resta il mezzo di mobilità principale, ma comprarne una nuova è sempre più difficile: oggi servono circa 11 mensilità medie, contro le 5 del 2000. Il sondaggio Bain-Aniasa 2026 mostra che il 59% degli italiani ha rinviato o evitato l’acquisto, frenato da prezzi alti, redditi incerti e minore accessibilità.

Mercato auto ANIASA
Foto ANIASA

L’auto è un mezzo molto amato nel Belpaese. Spesso si rivela indispensabile per soddisfare i bisogni di mobilità personale e familiare. Gli italiani continuano ad avere bisogno di questo tipo di veicolo, ma acquistare una vettura nuova è diventato sempre più difficile. Per molti un vero e proprio lusso, viste le ristrettezze economiche imposte dai tempi e dalle prospettive globali.

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Oggi servono circa 11 mensilità medie nazionali (includendo anche gli introiti da capitali) per comprare un’auto nuova, contro le 5 necessarie nel 2000. Non si parla ovviamente di supercar o di auto di fascia alta, ma di modelli ai quali vanno normalmente le attenzioni di acquisto dell’utenza ordinaria, che vive di un reddito da comune stipendiato o assimilabile.

Questo è quanto emerge dall’edizione 2026 del sondaggio sulla mobilità degli italiani svolto da Bain & Company, in collaborazione con ANIASA, l’associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Lo studio fotografa un fenomeno sempre più evidente: da un lato l’auto resta al centro degli spostamenti quotidiani, dall’altro il suo costo crescente la rende sempre meno accessibile per fette via via più ampie di popolazione.

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Questa fotografia mostra lo strappo distonico fra ciò che si vuole, ciò che serve e ciò che si può avere. In pratica, le “quattro ruote” restano centrali nelle scelte di mobilità, ma l’acquisto diventa sempre più difficile, così spesso l’inclinazione allo shopping subisce dei rallentamenti, molto comprensibili.

L’auto continua a essere il principale strumento di spostamento degli italiani: il 76% del campione dichiara di utilizzarla abitualmente, davanti al trasporto pubblico (52%) e allo scooter (50%). Le soluzioni di sharing (13%) e la mobilità “leggera” hanno invece una portata prevalentemente occasionale.

Il ruolo strategico delle vetture, riconosciuto da ampie fette di cittadini, non trova sintonia con le dinamiche di mercato degli ultimi tempi, che mostrano contrazioni e segnali di rallentamento. L’aumento dei prezzi e il potere d’acquisto sempre più basso hanno creato una specie di corto circuito.

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Dall’inchiesta risulta che il 59% degli italiani non ha preso in considerazione l’acquisto di una nuova vettura o ha deciso di rinviare lo shopping, mentre un italiano su dieci ha deciso di rinunciare del tutto all’acquisto. L’incertezza economica, il quadro globale poco incoraggiante e i prezzi elevati dei nuovi modelli frenano la domanda.

Il 36% degli intervistati indica l’incertezza sulle prospettive di reddito come principale motivo del rinvio dell’acquisto, mentre il 25% preferisce attendere condizioni di mercato più favorevoli, come prezzi più bassi o formule di accesso più convenienti. Per tornare a valutare l’acquisto di un’auto, gli italiani indicano tre leve principali: incentivi pubblici (30%), sconti sui prezzi di listino (26%) e maggiore flessibilità finanziaria (12%).

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L’indagine condotta da Bain & Company, in collaborazione con ANIASA, mette in risalto come il problema dell’accessibilità economica sia destinato a diventare uno dei temi centrali nella riflessione. Due dati mettono in chiaro il concetto: dal 2013 ad oggi il prezzo medio delle automobili è aumentato del 52%, mentre il reddito familiare è cresciuto soltanto del 29%. Così la capacità di acquisto si è inevitabilmente contratta.

Fonte | ANIASA