Un video ha rapidamente rimesso Chrysler al centro della conversazione. Il protagonista è un nuovo crossover che risponde al nome di Airflow, uno dei marchi storici della casa americana, in uso fin dal 1934 su berline e coupé. L’ultimo utilizzo risale al 2022, con un concept che aveva fatto parlare tanto. Il modello di produzione in arrivo, però, con quel concept non condivide praticamente nulla.

Le immagini anticipate raccontano una carrozzeria spigolosa, geometrica, senza fronzoli. Il frontale porta gruppi ottici verticali raccordati dalla ormai onnipresente striscia LED orizzontale, con emblema illuminato al centro, una soluzione che ricorre con una certa insistenza in questi anni.
Le fiancate sono pressoché piatte, le maniglie a pulsante, i fanali posteriori verticali che salgono fino al tetto. Il paraurti posteriore è in plastica nera non verniciata: una scelta che, a 40.000 dollari di prezzo atteso, farà probabilmente discutere.
Sotto, la piattaforma è la STLA One, pensata principalmente per il mercato europeo e compatibile con una gamma ampia di propulsori, sia ibridi che full electric. Una base versatile, destinata ai segmenti B, C e D. Chrysler non si ferma qui: all’Airflow, già presente nei render del designer noto come Kolesa, seguiranno altri due SUV con prezzi sotto i 30.000 dollari, a coprire una fascia più accessibile del mercato.

Chrysler è un marchio con oltre cento anni di storia alle spalle. Fondata nel 1925, passata per l’avventura DaimlerChrysler tra il 1998 e il 2007, poi approdata sotto il controllo Fiat nel 2014, alla fine è confluita in Stellantis nel 2021 insieme a PSA, Citroën, Peugeot e Opel. Un percorso lungo, costellato di fusioni e riallineamenti, che ha lasciato il marchio in una posizione peculiare: presente, ma con un catalogo ridotto all’osso. L’ultimo nuovo modello era stato il restyling del minivan Pacifica, ad aprile, dopo dieci anni di produzione invariata.
Il debutto dell’Airflow è atteso nel corso del prossimo anno. Nel frattempo, si lavora anche a una “versione fuoristrada” della Pacifica. Inevitabile chiedersi se questa nuova offensiva di prodotto basterà a restituire a Chrysler un ruolo da protagonista americana.
