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Poche migliaia di auto, profitti alle stelle: Ferrari insegna come si comanda

Ferrari: 13.650 auto consegnate nel 2025, 1,6 miliardi di profitto netto e 130.000 dollari guadagnati per ogni vettura. Ecco come fa.

Ferrari

Nel dettaglio, abbiamo 13.650 auto consegnate nel 2025, 1,6 miliardi di euro di profitto netto. Ferrari fa circa 113.000 euro di margine per ogni vettura uscita da Maranello. Non è un costruttore di automobili nel senso convenzionale del termine, è una macchina per stampare denaro che produce anche oggetti capaci di far girare la testa.

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Il confronto con il resto dell’industria è impietoso. Porsche, una delle case più redditizie al mondo per decenni, ha chiuso il 2025 con un utile operativo di 413 milioni di euro, in caduta libera del 92,7% rispetto ai 5,64 miliardi dell’anno precedente. Margine all’1,1%. La transizione elettrica, insomma, non è uguale per tutti. Per qualcuno è un’opportunità, per qualcun altro assomiglia sempre più a una trappola.

Ford e Stellantis hanno prodotto numeri simili a quelli Ferrari in termini di profitto aggregato, ma lo hanno fatto muovendo milioni di vetture. Non è un confronto equo, certo. Resta comunque impressionante, e dice molto su quanto conti il posizionamento rispetto ai volumi. Nella storia del Cavallino, circa 300.000 automobili costruite in totale, il 90% delle quali è ancora in circolazione, e una produzione annua volutamente contenuta.

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In questo contesto va letta la Ferrari Luce, prima elettrica della casa, presentata a un prezzo di 550.000 euro. Una cifra che ha fatto discutere, ma che risponde a una logica precisa: i veicoli elettrici costano di più da sviluppare e da produrre, e Ferrari non ha nessuna intenzione di realizzarli in perdita.

La Luce è già esaurita fino alla fine del 2027, il che risolve una parte del problema prima ancora che si ponga. I costi di ricerca e sviluppo sono sicuramente a sette cifre, e il costo di produzione di ogni esemplare si aggira probabilmente sulle sei cifre. Ma non esiste una Luce “standard”: è ragionevole supporre che nessun cliente abbia firmato un ordine senza aggiungere decine di migliaia di euro in optional, e gli optional, per i costruttori, sono la parte più redditizia di tutte.

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Ferrari ha costruito un modello di business che l’industria guarda con ammirazione e non riesce a replicare. Il segreto non è tanto nel motore, nel carbonio o nel sound del V12, ma nella capacità di rendere la scarsità un valore in sé.